Olbia, il suo golfo e la lezione del mare: l’esperienza didattica di Insula Felix

DiRedazione

02/10/2026

Nel cuore della Gallura, il golfo di Olbia non è soltanto uno snodo marittimo fondamentale per l’intera Sardegna o un paesaggio da cartolina promosso dalle rotte turistiche. È un organismo vivo, un punto d’incontro millenario tra storia, biologia e lavoro dell’uomo. Lungo questo specchio d’acqua protetto, l’antica tradizione della mitilicoltura — radicata fin dal lontano 1920 e ancora oggi motore economico per numerose famiglie — racconta una storia di equilibrio sostenibile tra comunità e natura. Le cozze, saldamente adagiate sui filari sorretti dalle boe colorate, rappresentano l’emblema di un’identità marinaresca che ha saputo rinnovarsi nel segno della tutela ambientale.
È proprio da questa sinergia tra amore per il territorio e volontà di diffonderne la cultura che nasce l’attività dell’associazione Insula Felix. Fondata nel 2015 grazie al contributo illuminato di Giommaria Craboledda — da tutti ricordato come “Monsieur Poivron” — e presieduta da Dario Maiore, l’associazione ha trasformato un’imbarcazione in un vero e proprio laboratorio didattico galleggiante. L’obiettivo primario è riscoprire e valorizzare l’anima profonda del golfo interno, offrendo a cittadini, visitatori e soprattutto agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado un’esperienza di apprendimento immersiva e indimenticabile.
A guidare i ragazzi in questo percorso di conoscenza sul campo è il professor Benedetto Cristo, biologo marino, ricercatore e docente. Insieme a Luciano Bisogni, esperto di storia della gastronomia, Cristo trasforma la navigazione in un’aula scolastica aperta sul mare. La sua figura incarna la sintesi perfetta tra il rigore della ricerca scientifica e la passione contagiosa dell’insegnante: un educatore capace di trasmettere ai giovani non solo concetti nozionistici, ma un profondo rispetto per l’ecosistema marino.
Per le scolaresche, salire a bordo del battello di Insula Felix significa intraprendere un viaggio interdisciplinare unico. Dal molo Brin al molo Bosazza, testimoni dei traffici storici della città, fino all’Isola Bianca e al Museo Archeologico che custodisce i relitti delle navi romane, la storia si intreccia con la biologia. Durante la navigazione, le classi hanno l’opportunità di osservare da vicino il lavoro quotidiano e rigoroso dei mitilicoltori, apprendendo i segreti di un mestiere antico che rispetta i cicli della natura e adotta pratiche sempre più ecocompatibili.
L’impegno del professor Cristo e dell’associazione dimostra quanto l’educazione ambientale sia efficace quando esce dai confini fisici delle aule per farsi esperienza diretta. Attraverso lo sguardo del docente-ricercatore, la biologia marina cessa di essere una materia astratta e diventa uno strumento critico per comprendere il valore della biodiversità, la fragilità delle risorse costiere e l’importanza della memoria storica. Insula Felix regala così alle nuove generazioni una lezione civile di fondamentale importanza: amare il mare significa prima di tutto conoscerlo, difenderne le tradizioni e tutelarne il futuro.

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