Una comunità riunita nel ricordo di Daniele Giglio per il secondo Memorial tra musica e tradizioni sarde

DiRedazione

27/09/2026

Sono trascorsi due anni dalla scomparsa di Daniele Giglio, giovane originario di Mogoro, ma il tempo non sembra aver cancellato la sua presenza. Al contrario, l’ha trasformata in qualcosa che continua a vivere nei racconti di chi lo ha conosciuto, nelle fotografie che ne custodiscono il sorriso, nella musica, nelle poesie e nei piccoli gesti di chi ancora oggi sente forte la sua mancanza. È una presenza che continua a farsi sentire, un nome che torna nelle parole degli amici, della famiglia e di tutte quelle persone che, in modi diversi, hanno incrociato il suo cammino. Mogoro, ieri sera, si è stretta infatti, ancora una volta attorno alla sua memoria, per ricordare quel giovane di appena 27 anni che aveva ancora tanti sogni davanti a sé. È nel segno di quei sogni interrotti troppo presto che si è svolto il Memorial dedicato a Daniele Giglio: una serata fatta di musica, poesia, parole ed emozioni, ma soprattutto di memoria. Una memoria che non vuole fermarsi al dolore della perdita, ma continuare a raccontare chi era Daniele e tutto ciò che ha lasciato nel cuore di chi lo ha conosciuto. Era il 23 settembre 2024 quando nelle acque di Porto Palmas all’Argentiera, nel territorio di Sassari Daniele perse la vita, dopo essere andato a fare pesca subacquea; durante un’immersione, però, quella passione si trasformò in una tragedia dopo che un malore pose fine alla sua giovane vita. Era un sub attento ed esperto, ma quel giorno qualcosa andò tragicamente storto. Daniele aveva anche un forte legame con la cultura e le tradizioni della Sardegna. Suonava la fisarmonica e partecipava alle iniziative folkloristiche e culturali organizzate in diversi paesi dell’Isola. Faceva parte dell’Associazione Alas in Bolu, alla quale era particolarmente affezionato e con cui aveva condiviso numerosi momenti di musica e aggregazione.
È nel segno di queste passioni e dei legami costruiti durante la sua vita che si è sviluppato il Memorial. Le attività sono iniziate già nel primo pomeriggio in piazza Sant’Antioco, mentre alle 18.30 le campane della chiesa di San Bernardino hanno annunciato la Santa Messa in memoria di Daniele, celebrata da don Massimiliano Giorri e animata dal coro Voci in musica di Serri.
La chiesa era gremita. Accanto alla famiglia e agli amici di Daniele, erano presenti numerose persone arrivate anche da fuori Mogoro, desiderose di partecipare a un momento di preghiera e di vicinanza. Durante la celebrazione è stata cantata anche l’Ave Maria in lingua sarda, accompagnando la funzione con un richiamo forte alla cultura dell’Isola alla quale Daniele era tanto legato.
Don Massimiliano conosceva Daniele da molti anni, e ricordando il ragazzo che aveva visto crescere dagli anni della giovinezza fino al diploma, lo ha descritto come un giovane sorridente, socievole, disponibile e benvoluto. Un ricordo personale che restituisce l’immagine di Daniele nella quotidianità, prima ancora della tragedia che lo ha portato via.
Dopo la Messa, il Memorial è proseguito in piazza Sant’Antioco, dove si è raccolto un pubblico numeroso. A condurre la serata è stato Emanuele Garau, accompagnando un programma costruito intorno alla musica, alla poesia e alle tradizioni popolari della Sardegna.
Uno dei momenti più significativi è stato l’intervento della famiglia di Daniele che ha annunciato la volontà di costituire un’associazione “Pro Daniele”, nata dal desiderio di trasformare il ricordo in qualcosa di concreto e da portare avanti durante tutto l’anno, non soltanto in occasione del Memorial.
Un’idea semplice, ma profondamente sentita: fare in modo che l’assenza possa diventare presenza, attraverso iniziative, incontri e momenti di condivisione. Un’associazione senza scopo di lucro che, come spiegato dalla famiglia, avrà tra le proprie finalità la promozione di una maggiore attenzione, consapevolezza e sicurezza nel rapporto con il mare e con gli ambienti acquatici.
Un progetto rivolto anche ai più giovani, per accompagnarli attraverso momenti di educazione e sensibilizzazione, creando occasioni di incontro autentico e di confronto. Tra gli obiettivi anche quello di preservare e valorizzare le tradizioni della Sardegna, alle quali Daniele era profondamente legato.
Un progetto aperto a tutti, che chiunque potrà sostenere e condividere. Perché, come ha spiegato la famiglia, contribuire a questa iniziativa significa anche trovare un modo per stare insieme a Dani, continuando a far vivere ciò che amava e i valori nei quali credeva.
L’annuncio è stato accolto da un lungo e sentito applauso.
Sul palco si sono alternati diversi protagonisti della cultura e della musica tradizionale isolana. Il Tenore Remundu e Locu di Bitti, espressione di una tradizione vocale sarda riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale, mentre i gruppi in costume hanno animato la piazza con le danze tradizionali.
Particolarmente intenso è stato il momento dedicato all’Associazione Alas in Bolu, guidata da Mario De Montis con alcuni componenti dell’associazione che hanno recitato poesie dedicate a Daniele, alla sua personalità, alla sua vita e alla sua scomparsa prematura.
Parole che hanno suscitato emozione e commozione tra il pubblico. Insieme a loro anche i cantautori Gianmario Littera e Gianna Melas.
La serata è proseguita con i Tumbarinos di Gavoi che con il loro ritmo incalzante e la loro musica,
hanno animato la piazza portando un’energia contagiosa grazie ai vari strumenti tradizionali.
Presente anche l’Associazione Nodas Antigas di San Gavino Monreale e la Scuola Campidanese di Dionigi Burranca con l’inconfondibile suono delle launeddas. E mentre la piazza partecipava alla serata, la luna piena illuminava Mogoro, accompagnando simbolicamente un ricordo che la famiglia, gli amici e l’intera comunità intendono continuare a custodire.
Antonella Sedda

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