Beppe Carletti: «Le nostre canzoni sono sempre attuali». Per i Nomadi un anno di grande partecipazione e affetto del pubblico

DiRedazione

24/09/2026

Dopo il concerto che si è tenuto ieri sera a Golfo Aranci, abbiamo incontrato Beppe Carletti, fondatore e storico componente dei Nomadi, per una chiacchierata sulla lunga storia della band, sul rapporto con il pubblico e sul legame speciale con la Sardegna. Una realtà musicale nata nel 1963, che continua a richiamare persone di tutte le età e a emozionare attraverso brani che, nonostante il passare degli anni, conservano intatta la loro attualità. Nel corso dell’intervista,  abbiamo parlato anche del significato delle loro canzoni, dell’incredibile partecipazione registrata durante il tour di quest’anno e del ricordo di Augusto Daolio, presenza indimenticabile nella storia del gruppo.

L’intervista

I Nomadi sono una realtà musicale che attraversa generazioni, dal 1963 a oggi. Qual è il segreto di questo legame così duraturo con il pubblico e che cosa significa per voi vedere ancora tante persone cantare le vostre canzoni?

«Noi siamo una realtà salda e vedere oggi tanta gente ai nostri concerti è qualcosa che continua a sorprenderci. Sinceramente, non so spiegarmi fino in fondo il motivo di un legame così forte e duraturo con il pubblico. Le nostre canzoni non sono mai state canzoni di moda e forse è proprio questo uno degli aspetti che ci ha permesso di arrivare fino a oggi. Non abbiamo mai cercato di cantare qualcosa di già sentito, ma abbiamo sempre creduto nei brani che abbiamo interpretato. Le nostre canzoni continuano a essere attuali e questo è un elemento fondamentale del nostro percorso. È uno di quei segreti che, in realtà, segreti non sono: la gente continua a riconoscersi in ciò che cantiamo».

Nelle vostre canzoni avete spesso affrontato temi come la libertà, la solidarietà, la pace e le fragilità umane. Quanto sentite ancora attuali questi messaggi e quanto è importante continuare a trasmetterli attraverso la musica?

«La nostra forza è anche nelle nostre canzoni, che sono sempre attuali. Non è che siamo stati dei veggenti, ma abbiamo sempre creduto profondamente nei brani che abbiamo interpretato e nei messaggi che portavano con sé. Oggi stiamo avendo un riscontro davvero incredibile, qualcosa che non avrei mai potuto immaginare. Mi rendo conto che in Sardegna, ma anche nel continente, la partecipazione del pubblico è straordinaria. Quest’anno stiamo incontrando tantissime persone e un’affluenza così importante non l’avevamo mai avuta. È una soddisfazione enorme vedere che queste canzoni continuano a essere ascoltate, cantate e condivise da tante generazioni».

La Sardegna è una terra con cui avete un rapporto speciale e nella quale tornate spesso a incontrare il vostro pubblico. Che cosa rappresenta per voi l’Isola e con quale emozione salite questa sera sul palco di Golfo Aranci?

«In Sardegna ormai siamo di casa. Quest’anno, con il concerto di domani sera, saranno undici concerti: sono davvero tanti! Abbiamo un grande amore verso questa terra e sentiamo che questo amore viene contraccambiato dal pubblico. Ogni volta che torniamo troviamo un’accoglienza che ci fa sentire parte di questa comunità. È un rapporto speciale, costruito nel tempo, che continua a regalarci emozioni e soddisfazioni».

Se Augusto Daolio fosse qui questa sera, che cosa le direbbe?

«Augusto si sarebbe divertito, perché lui si è sempre divertito. E questo è importante: bisogna divertirsi sul palco, perché quando ti diverti tu riesci a far divertire anche la gente. La musica deve trasmettere emozioni, ma anche gioia e partecipazione. E poi, quando canti canzoni che sembrano scritte ieri, perché sono di un’attualità mostruosa, non perdi mai. Sono brani che continuano a parlare alle persone e a trovare posto nel loro cuore».

Le parole di Beppe Carletti raccontano una storia musicale che continua a rinnovarsi attraverso l’incontro con il pubblico, mantenendo saldi i valori e le emozioni che ne hanno accompagnato il cammino. Il legame con la Sardegna, l’affetto delle persone e la forza di canzoni capaci di attraversare il tempo rappresentano una parte importante di questo percorso. Un viaggio che prosegue nel segno della musica e nel ricordo di Augusto Daolio, con lo stesso desiderio di salire sul palco e condividere emozioni.

Intervista realizzata da Antonella Sedda

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