OLBIA, 20 settembre 2026 – Trent’anni di attività, una nuova identità visiva e, soprattutto, un nuovo spazio per raccontare una storia iniziata nel 1996. Il Laboratorio Interculturale per l’Integrazione – Olbia ODV, conosciuto come LABINT, festeggia oggi il suo 30° anniversario con il lancio del nuovo sito web www.labintolbia.it e la presentazione del nuovo logo dell’associazione.
Era il 20 settembre 1996 quando nasceva LABINT, con l’obiettivo di promuovere l’incontro tra persone e culture attraverso l’educazione, il dialogo e l’integrazione. Da allora l’associazione ha costruito una presenza stabile nel territorio di Olbia, mantenendo al centro delle proprie attività l’attenzione alle persone straniere e non italofone.
Un nuovo sito per raccontare la storia dell’associazione
Il nuovo sito nasce dalla volontà di rendere più facilmente accessibili la storia, le attività e i progetti di LABINT e di offrire alla comunità uno strumento diretto per conoscere l’associazione.
Il portale, realizzato dalle volontarie in collaborazione con il SEO specialist Luca Lampis, è disponibile in italiano, francese e inglese ed è stato progettato per essere semplice da consultare e facilmente fruibile anche da un pubblico internazionale.
Alla realizzazione hanno lavorato direttamente sei volontarie: Giorgia Meloni, Antonella Cabras, Giovanna Corda, Chiara Guerini, Roberta Restifo e Ardjana Toska.
Una scelta precisa ha accompagnato il lavoro: i contenuti del sito sono stati elaborati direttamente dalle volontarie, senza utilizzare testi automatici o generati dall’intelligenza artificiale.
L’obiettivo è raccontare LABINT attraverso la voce di chi lo vive quotidianamente, documentando la storia dell’associazione, la sua missione, le attività e i progetti.
Il sito diventa così anche uno strumento di comunicazione e di advocacy sul territorio, attraverso il quale diffondere i valori dell’associazione, favorire la sensibilizzazione sui temi dell’inclusione e promuovere una cultura dell’incontro.
Dalla scuola di italiano ai progetti sul territorio
Al centro dell’attività di LABINT continua a esserci la Scuola gratuita di Italiano L2, rivolta alle persone straniere e non italofone.
Alla scuola si affiancano laboratori, eventi e progetti realizzati sul territorio, con l’obiettivo di creare occasioni di incontro e partecipazione e di valorizzare le persone nella loro unicità.
È un lavoro che, nel corso di tre decenni, ha accompagnato l’evoluzione di una città e di una comunità sempre più caratterizzate dalla presenza di persone provenienti da Paesi e culture differenti.
Il nuovo logo racconta il dialogo
Il rinnovamento coinvolge anche l’identità visiva dell’associazione.
Il nuovo logo è stato ideato da Dario Maiore, membro del Consiglio direttivo, e utilizza elementi grafici pensati per rappresentare alcuni dei valori fondanti di LABINT.
I cinque balloon richiamano il dialogo e la comunicazione e, simbolicamente, i cinque continenti. I diversi colori rappresentano la pluralità e la diversità, mentre i pallini neri richiamano le persone che si incontrano e dialogano.
Al centro dell’identità visiva compare l’acronimo LABINT, il nome con cui l’associazione è conosciuta dalla comunità, accompagnato dalla denominazione ufficiale prevista dallo statuto.
Per il 2026 è stata inoltre realizzata una versione speciale del logo dedicata al trentennale, con le date 1996–2026 integrate nelle lettere “B” e “I” e la frase “30 ANNI DI DIALOGO”.
Il ricordo dei fondatori
Nel giorno del trentesimo anniversario, LABINT guarda anche alle proprie origini e dedica questo nuovo capitolo ai soci fondatori Tonino Cau e Ali Cissé.
«Grazie di cuore per essere stati i pionieri del LABINT – è il messaggio dell’associazione –. Questo sito è il custode della nostra storia e, allo stesso tempo, una finestra aperta sul futuro. Trent’anni dopo, continuiamo a credere nel valore dell’incontro, del dialogo e dell’inclusione».
Il trentennale diventa così un momento per fare memoria, ma anche per guardare avanti: una nuova immagine e un nuovo strumento digitale per un’associazione che continua a mettere al centro le persone e il dialogo tra culture.
