Una serata, quella tenutasi ieri a Ossi, per ricordare un uomo, un poeta e una figura che ha lasciato un segno profondo nella vita culturale e sociale dek paese. Il Cinema Teatro Casablanca ha accolto il Memorial dedicato a Giacomo Muresu, “Tiu Giagu”, scomparso nel 2014 all’età di 88 anni. A promuovere l’iniziativa è stato l’Associazione culturale Alas in Bolu, con il presidente Mario De Montis, e la famiglia Muresu, in una serata che ha riunito poeti, artisti, istituzioni, amici e tante persone che hanno voluto esserci per rendere omaggio alla sua memoria.
L’incontro è nato da un desiderio semplice ma importante: ricordare Giacomo per quello che ha rappresentato e, soprattutto, fare in modo che la sua figura possa essere conosciuta anche da chi non ha avuto la possibilità di incontrarlo. Una memoria che non vuole rimanere soltanto legata al passato, ma diventare un esempio per il presente e per il futuro, attraverso quei valori che Muresu ha saputo trasmettere nel corso della sua vita. Nel corso della serata, attraverso le testimonianze di chi lo ha conosciuto, è emersa la figura di un uomo profondamente legato alla propria comunità, generoso e disponibile, capace di essere vicino alle persone e di rappresentare per molti un autentico punto di riferimento. Un uomo che aveva fatto della cultura qualcosa di concreto, quotidiano, accessibile a tutti.
La poesia, per Giacomo Muresu, non era infatti soltanto una forma di espressione artistica. Era un modo per stare insieme agli altri, per comunicare, per lasciare un pensiero. Un particolare ricordato durante il Memorial racconta bene il suo carattere: spesso, entrando in un bar, regalava le proprie poesie alle persone che incontrava. Le sue parole diventavano così un dono, un piccolo gesto attraverso il quale condividere emozioni e sentimenti. Ed è proprio questa dimensione umana ad aver caratterizzato una serata nella quale il poeta è stato raccontato attraverso la persona che era.
Particolarmente toccante è stato il momento dedicato alla famiglia. Le figlie Pina, Teresa e Maria Grazia, insieme alla nipote, hanno ricordato il padre attraverso episodi della sua vita, parole, aneddoti e soprattutto attraverso le sue poesie. I suoi versi sono stati letti e anche cantati, permettendo alla voce del poeta di tornare, attraverso le persone a lui più care, davanti al pubblico del Casablanca.
Un momento intenso, nel quale il ricordo familiare si è intrecciato con quello della comunità. Perché Giacomo era certamente un padre e un familiare, ma era anche un uomo profondamente inserito nella vita del paese. Alla serata ha partecipato il sindaco di Ossi Pasquale Lubinu, insieme all’assessora alla Cultura e a rappresentanti del mondo culturale locale. La loro presenza ha sottolineato il valore di un’iniziativa che ha riportato al centro una figura importante della storia culturale ossese.
La sua figura è infatti strettamente legata anche al contributo dato alla Pro Loco e alla storia della poesia sarda di Ossi e a quella manifestazione che ancora oggi rappresenta uno degli appuntamenti più significativi della cultura poetica isolana. Il Premiu de Poesia de Ossi, ideato nel 1984 proprio da Giacomo Muresu, è diventato negli anni una delle manifestazioni letterarie più longeve della Sardegna, mantenendo vivo il rapporto tra poesia, lingua sarda e territorio.
Un’eredità che trova continuità anche nell’impegno dell’Amministrazione comunale di Ossi, che da anni sostiene con convinzione la poesia sarda come espressione viva della nostra identità. Il Premio continua così a essere un punto di riferimento per poeti e appassionati della lingua sarda e, nello stesso tempo, rappresenta una delle testimonianze più concrete di ciò che Giacomo Muresu seppe seminare nella sua comunità.
Ed è proprio partendo da questa eredità che il Memorial assume un significato ancora più profondo: ricordare l’uomo e il poeta, ma anche riconoscere il valore di un percorso culturale che continua nel tempo e che vede nella poesia uno strumento di memoria, identità e trasmissione tra generazioni.
Ma il Memorial ha avuto anche una dimensione più ampia. A Ossi sono arrivati numerosi poeti provenienti da diverse parti della Sardegna, a conferma di quanto la poesia possa ancora essere capace di creare legami e di superare i confini dei singoli paesi. Accanto ai versi non sono mancati la musica e il canto, con la partecipazione di diversi artisti, in un intreccio di linguaggi che ha dato alla serata un carattere autenticamente sardo.
Particolarmente apprezzata dal pubblico è stata anche la sorpresa del Gruppo di ballo Città di Ossi, che ha portato sul palco i balli tradizionali accompagnati dalla musica del giovane Jacopo Fadda. Un momento di festa e di identità popolare che ha arricchito una serata nata nel segno della memoria. Perché ricordare Giacomo Muresu significava anche ricordare la Sardegna che lui amava: la sua lingua, le sue tradizioni, la poesia, la musica, i rapporti umani e quel senso di appartenenza a una comunità che oggi rischia spesso di essere messo in secondo piano. Il presidente di Alas in Bolu, Mario De Montis, insieme alla famiglia e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, ha voluto così costruire non una semplice serata commemorativa, ma un momento di incontro e di trasmissione della memoria. Forse è proprio questa la ragione per cui, a distanza di tanti anni dalla sua scomparsa, il suo nome continua a essere pronunciato.
Giacomo Muresu aveva seminato parole. Ieri sera, a Ossi, la sua comunità ha raccolto quei semi e li ha rimessi nelle mani di una nuova generazione.
E mentre dal palco risuonavano poesie, musica e canti, il Memorial ha assunto il significato più autentico che potesse avere: non una pagina chiusa della storia di Ossi, ma una memoria ancora capace di parlare al presente e di indicare una strada verso il futuro.
Antonella Sedda
Ossi rende omaggio a Giacomo Muresu, il poeta che fece della cultura un dono alla sua comunità
