OLBIA, 11 SET – «Abbiamo paura. Non ci sentiamo più tranquilli nelle nostre case». È il grido d’allarme raccolto dalla Segreteria nazionale Comparto Disabilità CONFAEL da alcune persone con disabilità residenti nelle palazzine popolari di via Campidano, a Olbia.
Secondo quanto riferito dagli abitanti, da tempo alcune palazzine sarebbero interessate dalla presenza di persone che occuperebbero alcuni alloggi senza un regolare titolo, circostanza che dovrà essere verificata dalle autorità competenti. I residenti segnalano inoltre schiamazzi nelle ore notturne, problemi di decoro, rifiuti abbandonati e criticità nella rete idrica, con tubazioni esposte e perdite d’acqua che sembrerebbero ripresentarsi nonostante gli interventi effettuati.
Gli abitanti riferiscono di essersi rivolti più volte alla Segreteria del sindaco di Olbia e agli uffici di AREA, senza che le segnalazioni abbiano finora prodotto, secondo quanto da loro riferito, un esito risolutivo.
La Segreteria nazionale Comparto Disabilità CONFAEL, attraverso la segretaria nazionale Loredana Lai, chiede un intervento immediato. «Quando a chiedere aiuto sono persone con disabilità che dichiarano di avere paura nella propria abitazione, le istituzioni hanno il dovere di ascoltare e di verificare immediatamente ciò che sta accadendo. Non possiamo aspettare che una situazione di disagio si trasformi in una tragedia per intervenire.»
Lai precisa: «Non stiamo puntando il dito contro una nazionalità o contro una categoria di persone – sottolinea Lai –. Stiamo chiedendo che le regole vengano rispettate da tutti e che tutti i cittadini siano tutelati. Se ci sono occupazioni senza titolo, devono essere accertate e affrontate secondo la legge. Se esistono problemi di sicurezza, igiene e manutenzione, devono essere risolti».
La CONFAEL chiede quindi un sopralluogo urgente nelle palazzine di via Campidano e un coordinamento tra gli enti competenti per verificare le segnalazioni relative agli alloggi, alla sicurezza, alla rete idrica, ai rifiuti e alla quiete pubblica.
«Una casa popolare non può essere soltanto quattro mura – continua Loredana Lai –. Deve essere un luogo sicuro, dignitoso e vivibile. Chi è più fragile dovrebbe ricevere maggiore attenzione, non essere costretto a vivere nel timore di essere dimenticato dalle istituzioni».
«Ai residenti diciamo una cosa semplice: non siete soli – conclude Lai –. Abbiamo raccolto le vostre segnalazioni e intendiamo portarle nelle sedi opportune».
«Alle istituzioni chiediamo invece di non limitarsi a prendere atto delle segnalazioni. Servono risposte, controlli e soluzioni.»
