Cinzia Pinna, a un anno dalla scomparsa il ricordo della famiglia: «Avrebbe voluto essere felice»

DiRedazione

11/09/2026

OLBIA, 11 SET – «Cinzia avrebbe voluto vivere, avrebbe voluto affrontare e risolvere i suoi problemi, avrebbe voluto essere felice». A un anno dalla scomparsa di Cinzia Pinna, i familiari Renato e Carlotta Pinna e Diana Serra hanno diffuso, attraverso i legali Antonella e Nino Cuccureddu, un messaggio in suo ricordo.

«Aveva la possibilità di raggiungere l’obiettivo, perché era intelligente, vivace, curiosa, sensibile ed empatica, era bella e socievole e supportata da una grande e operosa famiglia. Lei amava viaggiare, ha vissuto in Australia, negli Usa, in Inghilterra e altri Paesi nei quali ha lavorato e si è specializzata. Parlava tante lingue e in ogni esperienza acquisiva nuove amicizie che le sarebbero state accanto nella vita anche nel difficile percorso di allontanamento dall’uso di sostanze psicoattive. La sua morte è avvenuta nel modo più tragico e doloroso», scrivono i familiari.

Poi aggiungono: «quella sera Cinzia era in difficoltà, aveva necessità di aiuto e invece si è imbattuta nel suo assassino».

«La crudeltà di annientare una persona nel momento di maggior fragilità rende la sua perdita ancor più dolorosa e difficile da accettare – aggiungono – Così come non potrà essere superata l’angoscia di quei 12 giorni, dalla sua scomparsa al ritrovamento del corpo, che hanno fatto precipitare in un incubo non solo la famiglia ma intere comunità che si sono mobilitate con centinaia di volontari per cercarla, mentre il suo assassino non solo occultava il corpo ma depistava le ricerche».

I legali dei familiari, costituiti parti civili, richiamano anche le diverse ricostruzioni fornite dall’imputato: «Fanno impressione le numerose e sempre diverse versioni dei fatti, rese dall’imputato che, mentre era già in carcere, è arrivato persino a sostenere che Cinzia fosse stata uccisa dalla sua compagna. – aggiungono i difensori dei familiari costituiti parti civili – La famiglia auspica che il dibattimento che si aprirà a novembre riesca a ricostruire quanto più possibile i fatti accaduti quella notte e le responsabilità».

Gli avvocati Antonella e Nino Cuccureddu sottolineano infine che «si è trattato di un delitto particolarmente efferato, è stata colpita da tre proiettili in pieno volto mentre era seduta su un divano e chi ha sparato era in piedi davanti a lei, queste sono le conclusione del Ris di Cagliari. Il suo corpo è stato trovato privo di indumenti dalla vita in giù, mentre i suoi telefoni e il suo zaino non sono mai stati ritrovati, né l’autore del reato li ha fatti reperire».

Domenica 13 settembre, alle 19, nella cattedrale di Castelsardo sarà celebrata una messa in ricordo di Cinzia.

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