CAGLIARI, 4 SET – Non entra nel merito della scelta politica di trasferire in Sardegna una parte dei detenuti sottoposti al regime del 41-bis, ma chiede che sulle operazioni prevalgano riservatezza e sicurezza. È la posizione della FNS CISL Sardegna, intervenuta dopo la diffusione di informazioni relative a tempi, numeri, destinazioni e modalità degli imminenti trasferimenti.
Per il sindacato, il punto non è il confronto politico sulla decisione del Ministero della Giustizia, ma il rischio che la divulgazione preventiva di elementi operativi possa incidere sulle condizioni di sicurezza del personale della Polizia Penitenziaria.
«Quando si tratta della movimentazione di detenuti appartenenti alla criminalità organizzata e sottoposti al regime del 41-bis non siamo davanti a un ordinario trasferimento amministrativo, ma a operazioni di polizia estremamente delicate, che richiedono pianificazione, coordinamento e soprattutto il massimo livello di riservatezza».
La FNS CISL ricorda che proprio per i detenuti ad elevato indice di pericolosità sono previste modalità operative specifiche e riservate.
«La libertà di esprimere valutazioni politiche, anche fortemente critiche nei confronti delle decisioni assunte dal Governo, non è in discussione. Altra cosa è rendere pubblici anticipatamente elementi che potrebbero riguardare un’operazione ancora da eseguire e che, direttamente o indirettamente, possono incidere sulle condizioni nelle quali gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria saranno chiamati ad operare».
Da qui la richiesta al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di verificare se le informazioni circolate corrispondano effettivamente alla pianificazione dei trasferimenti e, in caso affermativo, come siano diventate pubbliche prima della conclusione delle operazioni.
Il sindacato chiede inoltre personale, mezzi e condizioni di sicurezza adeguati negli istituti interessati, sottolineando le criticità già presenti in strutture come la casa circondariale di Cagliari-Uta.
«Gli uomini e le donne del Corpo non possono essere esposti ad ulteriori rischi per effetto della divulgazione preventiva di informazioni operative».
La FNS CISL conclude chiedendo «responsabilità a tutti»: «Il confronto politico sul 41-bis può e deve svolgersi nelle sedi istituzionali e pubbliche. La sicurezza delle operazioni di Polizia Penitenziaria, invece, non può diventare materia di anticipazioni mediatiche».
