La campagna di vaccinazione contro la Dermatite nodulare contagiosa dei bovini sta procedendo con risultati positivi in gran parte della Sardegna, ma nelle aree interessate dai focolai di Escalaplano e Samugheo restano in vigore limitazioni alla movimentazione degli animali che stanno creando crescenti difficoltà economiche alle aziende zootecniche.
Il focolaio di Escalaplano risulta ancora classificato come attivo. In questo caso l’allevatore ha presentato ricorso contro il depopolamento dei bovini presenti nell’azienda e si attende ora il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale. A Samugheo, invece, il focolaio è stato chiuso e i capi della mandria interessata sono stati abbattuti, ma restano le misure di biosicurezza previste dall’Unione europea.
Sul fronte economico, Confagricoltura Sardegna segnala le difficoltà di centinaia di aziende che non possono movimentare e vendere i bovini e che continuano a sostenere i costi di mantenimento degli animali.
«I tempi di valutazione e di intervento del Tar sono compatibili con quelli dell’economia agricola di un pezzo importante del comparto zootecnico isolano?». È la domanda posta dal presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras.
«I nostri associati – ha proseguito Taras – in attesa del pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale, che è bene faccia le proprie valutazioni tenendo anche conto di tante famiglie che sono in estrema difficoltà, stanno affrontando da mesi un’impennata dei prezzi di carburanti, mangimi e prodotti agro sanitari, con costi di gestione aziendale sempre più alti che si sommano al mancato reddito atteso dalla vendita dei vitelli destinati, soprattutto, verso i centri di ingrasso della penisola. Tenere infatti gli animali in azienda vuol dire aumentare i costi di mantenimento, tra foraggi e mangimi, e rischiare di avere animali che, raggiunto un certo peso, perdono l’interesse di mercato e si svalutano enormemente».
Confagricoltura chiede quindi tempi rapidi e certezze, anche in vista dell’avvio della nuova stagione agricola.
«Confagricoltura Sardegna si appella alla sensibilità e all’attenzione del mondo politico e giudiziario, affinché vengano assicurati tempi celeri e risposte certe rispetto a un ricorso che sta tenendo col fiato in sospeso centinaia di allevatori che tra qualche settimana dovranno rimettere in moto i trattori per la lavorazione delle terre in vista della nuova stagione agricola. Una stagione che in tanti dovranno affrontare senza le necessarie risorse finanziarie per assicurare un reddito all’azienda e buone condizioni di mantenimento delle mandrie. E proprio da parte della Regione ci attendiamo un impegno rapido e una vicinanza che tenga conto della straordinaria collaborazione dimostrata dai nostri allevatori nelle azioni di contrasto e contenimento della malattia», ha concluso Taras.
