L’ambasciatore Usa Tilman J. Fertitta parla a bordo del Boardwalk nella tappa conclusiva sarda del tour per i 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza americana. «La Sardegna è uno dei luoghi più belli del mondo». Su Ivanka Trump a Porto Cervo: «Non posso confermarlo, non ne sono a conoscenza». E sul Mediterraneo: «La Sardegna sarà sempre un luogo chiave»
SARDEGNA, 25 AGO – Una Sardegna destinata ad assumere un peso crescente nei rapporti con gli Stati Uniti, attrattiva per i turisti americani, interessante per gli investitori e strategica per la sua posizione nel Mediterraneo. E un rapporto tra Roma e Washington che, secondo l’ambasciatore americano in Italia Tilman J. Fertitta, «non è mai stato migliore», con Donald Trump che considera Giorgia Meloni «una leader mondiale».
Sono numerosi i temi affrontati da Fertitta in un’intervista rilasciata a bordo del suo yacht Boardwalk, nell’ultima fase sarda del Freedom 250 Coastal Diplomacy Italy Tour, il viaggio diplomatico lungo le coste italiane ideato dall’ambasciatore per celebrare il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, mentre l’Italia celebra gli 80 anni della Repubblica.
Il tour, partito da Civitavecchia il 13 giugno, ha interessato 13 regioni italiane con incontri con istituzioni, imprese e comunità locali. Fin dalla presentazione dell’iniziativa, la Sardegna era stata indicata come tappa conclusiva del viaggio.
Negli ultimi giorni Fertitta ha visitato anche La Maddalena e Caprera, rendendo omaggio a Giuseppe Garibaldi, e successivamente Arzachena, dove ha incontrato il sindaco Roberto Ragnedda.
«La Sardegna è uno dei luoghi più belli del mondo»
Il primo tema è quello dei collegamenti tra l’Isola e gli Stati Uniti e delle prospettive aperte dal volo diretto tra New York e Olbia.
Alla domanda se la Sardegna sia diventata una destinazione attrattiva per il mercato americano, Fertitta non ha dubbi.
«Be’, è ovvio. È per questo che Delta ha un volo diretto ed è per questo che United sta guardando a un volo diretto e lo ha confermato. La Sardegna è uno dei luoghi più belli del mondo e penso che gli americani vogliano venire qui».
Poi, con una battuta, l’ambasciatore spiega quanto la facilità dei collegamenti sia determinante per il turismo statunitense.
«Sapete, gli americani sono viziati: deve essere comodo per loro e non vogliono prendere un traghetto da Roma per arrivare qui».
Fertitta cita quindi l’esempio di una persona partita da Houston per raggiungerlo sul Boardwalk: «È riuscita a cambiare aereo, credo a Londra, e ad arrivare direttamente qui».
Per l’ambasciatore, l’apertura internazionale dell’Isola va ormai ben oltre il solo mercato statunitense.
«Non soltanto per gli americani, ma per l’Europa, l’intera isola della Sardegna sta diventando un luogo molto speciale per persone provenienti da tutto il mondo».
Il collegamento diretto New York JFK-Olbia operato da Delta Air Lines è stato inaugurato il 21 maggio 2026. E proprio il 25 agosto United Airlines ha ufficializzato un secondo collegamento transatlantico: Newark-Olbia dal 27 maggio 2027, tre frequenze settimanali con Boeing 767-300ER. L’annuncio rende particolarmente significativo il riferimento fatto da Fertitta nell’intervista.
«Qui vengono alcuni dei più grandi yacht del mondo»
Fertitta guarda poi ai numeri del turismo e all’attrattività internazionale della Sardegna.
«Credo che, se guardate i vostri numeri turistici degli ultimi vent’anni, ogni singolo anno siano aumentati».
L’ambasciatore racconta quindi una considerazione fatta poco prima con un altro giornalista.
«Stavo dicendo a un giornalista al piano di sopra che qui vengono più tra i più grandi yacht del mondo che in qualsiasi altro posto. Non è incredibile? Questo dovrebbe dirvi che le persone che hanno grandi yacht amano venire qui, ma anche le persone che vengono qui senza spendere molti soldi amano venire qui».
Per Fertitta, però, la forza dell’Isola non è soltanto nel turismo di lusso.
«È un luogo molto speciale. Ha migliaia di anni di storia. Ha alcune delle isole più belle del mondo, che sono tenute così bene dai parchi nazionali italiani, ed è un luogo davvero speciale».
Un rapporto con la Sardegna che, sottolinea, è anche personale: «È per questo che io stesso vengo qui dal 2010».
Il viaggio in Italia: «Mi ha sorpreso il calore degli italiani»
Alla domanda su ciò che maggiormente lo abbia colpito durante il lungo tour lungo la Penisola, Fertitta indica senza esitazione l’accoglienza ricevuta.
«Quello che mi ha sorpreso di più è quanto siano calorosi gli italiani, quanto siano accoglienti».
L’ambasciatore ricorda di essere arrivato ormai a circa venti ricevimenti ufficiali e di aver visitato «probabilmente altre cinquanta piccole città e paesi».
«Gli italiani sono così gentili, riconoscenti e amano così tanto l’America».
Ma il sentimento, aggiunge Fertitta, è reciproco.
«Quello che ho capito è che gli italiani amano gli americani, gli americani amano gli italiani, gli italiani amano l’America e gli americani amano venire in Italia».
L’ambasciatore richiama quindi i milioni di visitatori statunitensi e l’aumento dei collegamenti diretti con diverse aree del Paese, citando Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna.
Il suo invito all’Italia è esplicito:
«La gente vuole venire qui. Questo è un luogo molto speciale. Gli italiani dovrebbero ricordare che il turismo è una delle cose più grandi al mondo, oltre a ciò che fate molto bene nella manifattura e alle altre cose che fate molto bene. Ma abbracciate il turismo. È positivo. Fa bene alla vostra economia. Fa bene alle persone che vivono qui».
Ivanka Trump a Porto Cervo: «Non posso confermarlo»
Tra le domande rivolte a Fertitta anche quella sulla presenza in Costa Smeralda di Ivanka Trump e Jared Kushner.
Alla richiesta di confermare se la figlia del presidente americano si trovi a Porto Cervo e se l’ambasciatore abbia incontrato lei e il marito, Fertitta risponde:
«Non posso confermarlo. Non penso che sia un segreto. Non credo che vadano in giro cercando di mantenere la cosa segreta e io non ne sono a conoscenza».
Fertitta aggiunge poi:
«E spererei che venissero a trovarmi, se fossero qui, ma non lo hanno fatto».
Mediterraneo, Fertitta: «La Sardegna sarà sempre un luogo importante»
L’intervista si sposta quindi sullo scenario internazionale e sul ruolo strategico dell’Italia e della Sardegna in un Mediterraneo nuovamente attraversato da forti tensioni.
La risposta di Fertitta è particolarmente netta.
«La Sardegna sarà sempre un luogo importante, specialmente se dovesse davvero verificarsi una grande guerra molto accesa, per la vicinanza e per la posizione in cui si trova».
L’ambasciatore collega questa valutazione alla storica presenza militare americana nell’Isola.
«È per questo che abbiamo avuto una base militare qui per molti, molti anni. E quando il mondo si è raffreddato, gli Stati Uniti e l’Italia stabilirono che non fosse necessaria. Ma questo sarà sempre un luogo chiave».
Il riferimento è alla lunga presenza della Marina statunitense nell’arcipelago di La Maddalena, iniziata negli anni Settanta e conclusasi nel 2008 con la chiusura della Naval Support Activity.
Fertitta auspica quindi un allentamento delle tensioni internazionali.
«Speriamo che il mondo diventi un posto migliore e che non abbiamo tutto ciò che sta accadendo oggi nel mondo».
E aggiunge: «So che il nostro Presidente, insieme alla vostra Presidente del Consiglio, sta lavorando duramente proprio adesso per portare la pace in tutto il mondo».
Washington e la NATO: «Trump vorrebbe che l’Italia facesse di più sull’Iran»
Alla domanda su cosa Washington si aspetti oggi dall’Italia nell’ambito dell’alleanza tra i due Paesi, Fertitta parte dalla NATO.
«Gli Stati Uniti si aspettano molto da tutti i Paesi della NATO e l’Italia fa parte della NATO, e di solito si muovono come un unico blocco».
Il diplomatico entra poi direttamente nel dossier iraniano.
«Il presidente Trump, sull’Iran, vorrebbe che anche l’Italia facesse di più, così come tutta la NATO. Ed è un diritto del Presidente. Questa è la sua politica. È ciò che vuole».
Fertitta precisa però immediatamente che gli alleati mantengono pienamente la propria sovranità.
«Gli altri Paesi sono tutti Paesi sovrani e devono prendere le proprie decisioni. E voi dovete fare ciò che è meglio, secondo voi, per voi e per il vostro popolo».
«Nessuno è più vicino dell’America e dell’Italia»
Le eventuali divergenze, secondo Fertitta, non modificano la profondità dell’alleanza.
«Ricordate, non c’è nessuno più vicino dell’America e dell’Italia, proprio come non c’è nessuno più vicino di un genitore e un figlio e di un fratello e una sorella. Ma questo non significa che dobbiamo essere d’accordo su tutto».
L’ambasciatore elenca quindi i diversi livelli sui quali Stati Uniti e Italia lavorano quotidianamente.
«Siamo grandi alleati. Lavoriamo insieme ogni giorno dal punto di vista economico, politico, culturale, militare e delle forze dell’ordine».
E proprio la dimensione concreta di questa collaborazione, spiega, è stata una delle sorprese incontrate dopo il suo arrivo in Italia.
«Quello che mi ha sorpreso quando sono arrivato qui è vedere, ogni singolo giorno, l’alleanza tra questi due Paesi e quanto lavoriamo insieme e dipendiamo l’uno dall’altro come due grandi Paesi».
Trump-Meloni, Fertitta: «La considera una leader mondiale»
Uno dei passaggi politicamente più rilevanti dell’intervista riguarda direttamente il rapporto tra Donald Trump e Giorgia Meloni.
Alla domanda su quale sia, in questo momento, lo stato delle relazioni tra i due leader, Fertitta risponde:
«Penso che il loro rapporto vada bene. Il presidente Trump considera Meloni una leader mondiale e, quando sei una leader mondiale, si aspetta di più da te. Ed è per questo che è molto duro con gli altri leader mondiali».
«Trump non ha preso di mira Giorgia Meloni. Prende di mira tutti i leader mondiali perché si aspetta molto da loro, proprio come si aspetta molto da sé stesso».
Poi il giudizio complessivo sulle relazioni bilaterali:
«Ma il rapporto tra l’Italia e gli Stati Uniti non è mai stato migliore. Lavoriamo insieme ogni singolo giorno sulle questioni e risolviamo insieme le questioni ogni singolo giorno».
Investimenti americani, «assolutamente sì»
L’ultimo capitolo riguarda le prospettive economiche della Sardegna e il possibile interesse degli investitori statunitensi.
Alla domanda se gli americani siano interessati a investire nell’Isola, Fertitta risponde immediatamente:
«Be’, assolutamente sì».
L’ambasciatore cita quindi Tom Barrack, oggi ambasciatore statunitense in Turchia.
«Molte delle cose che sono accadute qui sono state sviluppate da Tom Barrack, che oggi è l’ambasciatore in Turchia».
Poi amplia il ragionamento:
«Ci sono persone provenienti da tutto il mondo che vogliono investire qui perché la Sardegna è un luogo così speciale e penso che il resto del mondo stia appena scoprendo che posto meraviglioso sia».
Fertitta: meno vincoli per consentire alla Sardegna di crescere
È nell’ultima parte della risposta che Fertitta lancia anche un messaggio molto chiaro sul rapporto tra sviluppo, investimenti e regolamentazione.
«Penso che tra vent’anni, finché permetterete agli stranieri e agli italiani di costruire qui, possa essere molto speciale».
Quindi l’ambasciatore aggiunge:
«Ma ricordate, se volete crescere, non potete regolamentare così tanto. Sapete, non regolamentiamo eccessivamente nulla. Il capitalismo è una grande cosa, ma dovete ridurre la vostra regolamentazione».
Un messaggio che chiude un’intervista nella quale Fertitta intreccia turismo, investimenti e geopolitica, assegnando alla Sardegna un ruolo che, nella sua lettura, va ben oltre quello di destinazione turistica.
La tappa nell’Isola rappresenta l’approdo finale del Freedom 250 Coastal Diplomacy Italy Tour, il viaggio iniziato a giugno sul Boardwalk per celebrare i 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza americana e rafforzare, attraverso incontri lungo le coste della Penisola, i rapporti tra Stati Uniti e Italia.
E proprio dalla Sardegna Fertitta consegna il messaggio che attraversa l’intera intervista: un’Isola che gli americani «vogliono visitare», sulla quale «vogliono investire» e che, per la sua posizione nel Mediterraneo, «sarà sempre un luogo chiave».
