L’Io e il Noi: a Cannigione Umberto Galimberti riflette sul primato della relazione

DiRedazione

13/08/2026

Cannigione si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’estate. Giovedì 27 agosto, alle 21.30, con ingresso gratuito nella suggestiva Piazza della Chiesa di San Giovanni Battista, Umberto Galimberti sarà protagonista della lectio magistralis dal titolo “L’Io e il Noi: il primato della relazione”. L’ingresso è gratuito.
Un tema profondamente umano, quello scelto dal filosofo, psicologo e psicoanalista, che invita a fermarsi e a interrogarsi sul significato più autentico dei legami. In una società sempre più concentrata sull’io, sull’autonomia individuale e sulla ricerca della propria realizzazione, Galimberti porta al centro della riflessione una parola essenziale: relazione.
Che cosa significa davvero amare? E soprattutto, che cosa significa vivere accanto a un’altra persona senza trasformarla in un possesso?
È una delle domande dalle quali prende avvio una riflessione che riguarda la vita quotidiana di ciascuno. Dire “mio marito” o “mia moglie” appartiene al linguaggio comune, ma l’altro, nella sua essenza, non può essere considerato una proprietà. È una persona diversa da noi, con una propria libertà, una propria storia, desideri, fragilità e cambiamenti. Riconoscere questa diversità non significa allontanarsi, ma costruire una relazione più autentica.
Per Galimberti, infatti, l’amore non è soltanto un sentimento che arriva improvvisamente e che può svanire con la stessa rapidità. È una dimensione fondamentale dell’esistenza, capace di dare senso alla vita proprio attraverso il rapporto con l’altro e attraverso il bisogno, profondamente umano, di essere riconosciuti, accolti e amati.
Un bisogno che emerge con particolare forza nei momenti di solitudine, quando ci si accorge di quanto sia importante avere qualcuno con cui condividere pensieri, emozioni e fragilità.
La lectio magistralis toccherà anche uno degli aspetti più delicati della contemporaneità: la crescente difficoltà nel costruire rapporti duraturi. In una società dominata dalla velocità, dall’individualismo e dalla ricerca dell’utilità personale, anche i legami rischiano di diventare più fragili. Persino la libertà, osserva Galimberti, sembra aver assunto un significato diverso: non sempre viene vissuta come responsabilità delle proprie scelte, ma talvolta come possibilità di cambiare continuamente direzione.
E così anche l’amore rischia di essere vissuto come una passione destinata a consumarsi rapidamente, anziché come un percorso da costruire giorno dopo giorno.
Ma una relazione autentica, suggerisce la riflessione di Galimberti, richiede tempo. Richiede cura, responsabilità, attenzione e curiosità verso l’altro. Significa continuare a conoscere la persona che abbiamo accanto anche quando pensiamo di conoscerla già, accettando che possa cambiare, crescere, attraversare momenti di fragilità e diventare, nel corso degli anni, una persona ancora diversa.
L’amore, in questa prospettiva, diventa quasi un’opera d’arte: non qualcosa di già compiuto, ma una costruzione quotidiana, fatta di presenza, ascolto e capacità di riconoscere nell’altro una persona sempre nuova.
Sarà dunque una serata dedicata non soltanto alla filosofia, ma alla vita. Un’occasione per riflettere su ciò che tiene insieme gli esseri umani e sul valore di quel “noi” che non cancella l’identità dell’“io”, ma nasce proprio dall’incontro tra due persone libere e differenti.
A Cannigione, il 27 agosto, la cultura diventa così uno spazio per interrogarsi sul nostro modo di amare, di scegliere e di stare insieme. Una riflessione che parte dalla filosofia, ma arriva direttamente al cuore dell’esperienza quotidiana.

Antonella Sedda

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