BORTIGALI, 30 LUG – Una Tomba dei Giganti è stata scoperta nell’area archeologica di Carrarzu Iddia, nel territorio di Bortigali, sul versante meridionale di Crastu Littu, a circa 740 metri di quota.
Il monumento, completamente nascosto dalla fitta vegetazione, si trova in una posizione di particolare valore strategico e paesaggistico, da cui si domina la piana di Macomer, gli altopiani di Abbasanta e Paulilatino, fino ai rilievi del Nuorese e al golfo di Oristano.
Dopo le attività di ricognizione, le due Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Sardegna, già impegnate nello scavo e nel restauro del nuraghe presente nel sito, hanno avviato, in accordo con i proprietari dell’area, le operazioni di pulizia e rimozione dei materiali, riportando alla luce la tomba in condizioni di conservazione definite eccezionali.
Realizzato in blocchi di trachite, il monumento conserva la camera funeraria e l’esedra monumentale posta davanti all’ingresso. Di particolare interesse è la presenza, all’interno della camera, di una suddivisione dello spazio su due livelli vicino all’entrata: una caratteristica raramente documentata, che sarà oggetto di ulteriori studi.
Nonostante il sito sia stato interessato da scavi clandestini, all’interno della tomba sono stati rinvenuti materiali ceramici che attestano una frequentazione risalente alle fasi più antiche della civiltà nuragica.
L’area circostante presenta tracce di presenza umana dalla preistoria all’età romana, con una particolare intensità nel periodo nuragico. La nuova Tomba dei Giganti si inserisce infatti in un complesso archeologico articolato, composto da due protonuraghi, un pozzo sacro, un abitato e una vasta area funeraria frequentata già dal periodo prenuragico, come dimostra la presenza di un dolmen.
Comparse intorno al 1800 avanti Cristo, le Tombe dei Giganti rappresentano una delle espressioni più significative dell’architettura funeraria nuragica. In Sardegna ne sono state censite circa settecento. Nel territorio di Bortigali erano già note le tombe di Tiriani–Perda ’e S’Altare e di Sereddis.
