CAGLIARI, 23 LUG – La visita del ministro della Giustizia Carlo Nordio alla Casa circondariale di Uta, per l’inaugurazione del nuovo reparto destinato al 41-bis, accende lo scontro politico e istituzionale in Sardegna.
La visita, avvenuta senza comunicazioni preventive alle istituzioni regionali secondo quanto denunciano i rappresentanti del territorio, viene contestata dalla garante regionale delle persone private della libertà personale Irene Testa, dai parlamentari sardi del Movimento 5 Stelle Mario Perantoni, Susanna Cherchi, Ettore Licheri e Sabrina Licheri, e dal coordinatore regionale del M5S Sardegna Alessandro Solinas.
«Rimango allibita nell’apprendere dalla stampa che il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sia venuto alla Casa circondariale di Uta per inaugurare il nuovo reparto destinato al 41-bis», dichiara Irene Testa. «Una visita lampo, svolta nel più assoluto riserbo, della quale, come Garante regionale delle persone private della libertà personale, non ho ricevuto alcuna comunicazione».
Testa auspica che il ministro abbia visitato anche le sezioni ordinarie del carcere, dove, sottolinea, detenuti, Polizia penitenziaria, personale sanitario e operatori vivono condizioni difficili, tra criticità strutturali, sovraffollamento e condizioni di lavoro del personale.
Duro anche l’intervento dei parlamentari sardi del M5S. «Il Ministro Nordio arriva in Sardegna per inaugurare 91 nuove celle destinate al regime del 41 bis senza informare la Presidente della Regione e senza coinvolgere neppure il Comune di Cagliari. Non è soltanto uno sgarbo istituzionale: è uno schiaffo alla Sardegna e alle sue istituzioni», dichiarano Perantoni, Cherchi, Ettore Licheri e Sabrina Licheri.
Secondo i parlamentari pentastellati, il Governo starebbe portando avanti un piano che concentra nell’Isola un numero crescente di detenuti sottoposti al 41-bis, ignorando le richieste della Regione, le preoccupazioni delle comunità locali e le interrogazioni parlamentari presentate sul tema.
Sulla stessa linea il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Sardegna, Alessandro Solinas. «Meloni e Nordio stanno trasformando la Sardegna nella colonia penale d’Italia. L’inaugurazione del nuovo reparto da 91 celle è un altro tassello del piano contro il quale ci battiamo da mesi: concentrare nell’Isola centinaia di detenuti sottoposti al 41-bis, imponendo ai sardi una scelta decisa a Roma».
Solinas ricorda che il piano nazionale prevede la concentrazione in Sardegna di 266 detenuti sottoposti al regime speciale. «La Sardegna respinge questo ruolo. Continueremo a contrastare in ogni sede una scelta imposta, squilibrata e ostile alla nostra Isola», conclude.
