Porto Cervo, la statua di Karim Aga Khan IV racconta una storia: il significato dell’opera

DiRedazione

11/07/2026

Non un semplice monumento, ma un’opera destinata a custodire la memoria di un uomo e del profondo legame che ha saputo creare con la Sardegna. È questo il significato della scultura in bronzo dedicata a Sua Altezza Karim Aga Khan IV, inaugurata nella piazza di Porto Cervo che da ieri porta il suo nome. A raccontarne la genesi e il valore simbolico è stato il dottor Roberto Concas, esperto storico dell’arte, che durante la cerimonia ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso l’idea che ha dato vita all’opera.
«Oggi – ha spiegato – rendiamo omaggio a Sua Altezza Karim Aga Khan IV, protagonista di una delle più significative esperienze di sviluppo del Mediterraneo contemporaneo. Questa scultura nasce per le generazioni future, capaci di dare un volto alla memoria, per ricordare che dietro ogni trasformazione esistono persone capaci di immaginare ciò che ancora non esiste».
La scultura è stata realizzata in bronzo a Pietrasanta, uno dei più prestigiosi centri internazionali della scultura artistica, dove hanno lavorato maestri del calibro di Miró, Botero, Pomodoro e, per la Sardegna, anche il grande Costantino Nivola. L’opera è stata fusa dalla storica Fonderia Artistica Versiliese, fondata nel 1975 da Gino Lucarini, con la collaborazione dell’artista Valentina Lucarini attiva artista tra Pietrasanta e Madrid e di altri giovani scultori di Pietrasanta.
Ma, come ha sottolineato Concas, la vera sfida non era realizzare un ritratto fedele del Principe. « Quando abbiamo iniziato a lavorare su questa scultura, ci siamo chiesti non come raffigurare sua altezza, ma soprattutto come raccontare il Principe.
Ci siamo resi conto che questo significava anche raccontare una parte della storia di questo territorio, una storia che affonda le proprie radici oltre 5000 anni fa, nella civiltà nuragica fino alla cultura degli stazzi galluresi».
Non è casuale, quindi, la scelta del bronzo. Un materiale che richiama la più antica tradizione artistica della Sardegna e diventa simbolo di continuità tra passato, presente e futuro. La scultura non celebra il principe attraverso la monumentalità. Al contrario, lo restituisce nella sua dimensione più autentica e umana. Karim Aga Khan IV è raffigurato seduto su un muretto, con un abbigliamento semplice, una maglietta e pantaloni estivi, in una postura naturale e per questo più vicino alla gente, appena più grande delle dimensioni reali. Il volto restituisce un’espressione serena, sorridente e accogliente, mentre il braccio teso non indica una direzione, ma diventa un gesto di condivisione, quasi un invito a guardare insieme quel paesaggio che contribuì a valorizzare.
«Molti di coloro che hanno avuto il privilegio di conoscere personalmente il Principe, di lavorare con lui, di condividere questa straordinaria storia – ha ricordato Concas – per molti è come rivederlo a lavoro, seduto su un muretto, mentre osserva e mostra agli altri i lavori in corso».
Un’immagine viva dunque, familiare, che appartiene alla memoria di tante persone.
Secondo Concas, il valore dell’opera va ben oltre l’aspetto artistico. L’arte pubblica, infatti, non conserva soltanto il ricordo di una persona, ma trasforma una vicenda individuale in un patrimonio collettivo, capace di unire passato, presente e futuro.
Da ieri quella statua entra a far parte del paesaggio di Porto Cervo. Non appartiene più soltanto a chi l’ha immaginata, progettata e realizzata,in primis il sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, ma diventa patrimonio della comunità e dei milioni di visitatori che ogni anno raggiungono la Costa Smeralda. Da quel muretto, Karim Aga Khan IV continua idealmente a osservare la sua Porto Cervo. Una presenza discreta ma eloquente, destinata a ricordare alle generazioni future che le opere più importanti nascono sempre da una visione, dal rispetto per il territorio e dalla capacità di trasformare un sogno in una storia che continua ancora oggi. Insieme alla piazza dedicata a Karim Aga Khan IV, diventerà un punto di riferimento per residenti e visitatori, un luogo della memoria capace di raccontare una storia che ha proiettato Porto Cervo, Arzachena e l’intera Sardegna sulla scena internazionale.

Antonella Sedda

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