Ci sono poesie che nascono da un’emozione personale e altre che diventano la voce di un intero popolo.
Ci sono luoghi che non appartengono soltanto a una cartina geografica, ma alla memoria, all’identità e al cuore di un’intera comunità. Cala Finanza è uno di questi. Un angolo di Sardegna dove la natura ha conservato il suo volto più autentico e che, negli ultimi mesi, è diventato il simbolo di una mobilitazione popolare nata per difendere il territorio da un progetto edilizio ritenuto da molti incompatibile con la fragilità e il pregio dell’area.
Attorno a Cala Finanza, si sono ritrovati cittadini, associazioni, ambientalisti e semplici amanti della Sardegna, uniti dalla convinzione che esistano luoghi il cui valore non possa essere misurato soltanto in termini economici. La vera ricchezza dell’isola è il suo patrimonio naturale, paesaggistico e culturale, un’eredità ricevuta dalle generazioni che ci hanno preceduto e che abbiamo il dovere di trasmettere integra a quelle future.
In questo clima di partecipazione nasce la poesia “Cala Finantzia” di Nicola Loi, poeta originario di Ortueri (Nuoro).
Figura di spicco della poesia in lingua sarda,
tra le voci più attente alla sua tutela e noto in passato anche come polistrumentista e suonatore di trunfa nello storico Coro di Neoneli, Loi è autore di centinaia di componimenti che raccontano, con autenticità e passione, l’anima più profonda della Sardegna. La sua vasta produzione poetica attraversa i grandi temi dell’identità sarda, della memoria, della storia, del paesaggio e delle tradizioni popolari, restituendo sempre una visione intensa e partecipe della sua terra. Attraverso la Limba, ogni suo verso diventa un atto d’amore e di testimonianza e restituisce orgoglio, memoria e senso di appartenenza a una terra che l’autore racconta da sempre con intensità e partecipazione.
In questo componimento, ispirato alla mobilitazione popolare per la tutela di Cala Finanza, l’autore celebra il valore dell’unità e della difesa del territorio, ricordando che la Sardegna non è soltanto un luogo da abitare, ma un’eredità da custodire. Attraverso la forza evocativa della lingua sarda, l’autore intreccia dunque, memoria, appartenenza, canto di orgoglio, richiamando le radici più profonde dell’isola e lo spirito degli antichi Shardana e invita ogni sardo a sentirsi parte di una storia millenaria, da difendere con coraggio e dignità.
I versi celebrano l’unità dei sardi, la dignità di una comunità che non si piega e la volontà di custodire un patrimonio naturale e culturale che appartiene a tutti. Un messaggio che va oltre i fatti che l’hanno ispirata e si trasforma in un invito a non restare indifferenti, perché la Sardegna non è soltanto un luogo da abitare, ma una storia da custodire, un’identità da tramandare e una ricchezza da difendere insieme. La sua poesia, spesso condivisa nei circoli culturali sardi e in particolare con Su Nuraghe di Biella, unisce forza espressiva e radici popolari, trasformando ogni componimento in un gesto di testimonianza.
In questo contesto
“Cala Finantzia, cussa est vera balentia” diventa così più di un semplice testo poetico: è un invito a custodire la Sardegna, la sua lingua e il suo patrimonio umano e culturale.
Antonella Sedda
Poesia di Nicola Loi
Del 4 luglio 2026
“Cala Finantzia” cussa est vera balentia
Che lis trochet sos murros sa colonia!
Ca est sustantzia no est Babilonia.
Cust’istocada de “Cala Finantzia”.
Babilonia no est, ca est sustantzia.
Paren in cariasas sos isturros,
Sa colonia che lis trochet sos murros.
Non semus ne pantumas e ne puba,
Sa Sardigna no la lean a truba.
Che isciau su sardu no imprean,
Sa Sardigna a truba no la lean.
Che tilipisches arrivan a trumas,
Ma non semus ne pubas, ne pantumas.
Semus eredes de cuddos Shardana,
Chi an fraigadu sa terra isolana.
Unu populu chi no est mai domadu,
E sa terra isolana an fraigadu.
E los tenimus intro sos meuddos,
Semus eredes de Shardana, cuddos.
Cala Finantzia nos at bidu a bolu,
Altzend’e bator moros su lentolu.
Da-e totue unidos sos coros.
Altzende su lentolu ‘e bator moros.
Amus fatu abberu un’alabantzia,
Totus a bolu in Cala Finantzia.
Sas venas nos infritat che su nie,
Totu in debadas semus dende a chie?
Cuddas terras de amaju fadas,
Dende a chie, totu in debadas?
In mesu a rocas e biancas renas,
Che nie nos infritat in sas venas.
Sa fortza manna, faghet s’unione,
Massimamente cun tota rejone.
Semus sos meres in crua e cota,
Massimamente cun rejone tota.
Serradu in murros lis amus sa janna,
Ca faghet s’unione fortza manna.
Unu gratzias a tie, frade, amigu,
Chi as mustradu car’a s’inimigu,
E as difesu cudda terra rara,
A s’inimigu as mustradu cara.
Semper pius cunbintos donzi die,
Frade, amigu: unu gratzias a tie.
Traduzione in italiano
“Cala Finanza” questo è vero coraggio
Che gli spezzi i musi, la colonia!
Perché è sostanza non è Babilonia.
Questa pugnalata di “Cala Finanza”.
Babilonia non è, perché è sostanza.
sembrano come ciliegie gli storni,
La colonia che spezzi loro i musi.
Non siamo né fantasmi e ne fantocci,
La Sardegna non la governano come mandria.
Come schiavo il sardo non lo usano,
La Sardegna come mandria non la governano.
Come cavallette arrivano a sciami,
Ma non siamo né fantocci, ne fantasmi.
Siamo eredi di quegli Shardana,
Che anno costruito la terra isolana.
Un popolo che non è mai domato,
E la terra dell’isola hanno costruito.
E li teniamo fin dentro il midollo
Siamo eredi degli Shardana, quelli.
Cala Finanza ci ha visto in volo,
Alzando dei Quattro Mori il lenzuolo.
Da ogni parte uniti i cuori.
Alzando la bandiera dei Quattro Mori.
Abbiamo fatto davvero una bella figura,
Tutti in volo in Cala Finanza.
Le vene ci raffredda come la neve,
Tutto per niente stiamo dando a chi?
Quelle terre di magiche fate,
Dando a chi, tutto per niente?
In mezzo a rocce e bianche sabbie,
Come neve ci raffredda le vene.
La forza grande, fa l’unione,
Soprattutto con tutta la ragione.
Siamo i padroni in crudo e in cotto,
Soprattutto con la ragione tutta.
sbarrato sul muso gli abbiamo la porta,
Perché fa’ l’unione forza grande.
Un grazie a te, fratello, amico,
Che hai mostrato faccia al nemico,
E hai difeso quella terra rara,
Al nemico hai mostrato faccia.
Sempre più convinti ogni giorno,
Fratello, amico: un grazie a te.
Antonella Sedda
