CASTELSARDO, 2 LUG – Crolli, messa in sicurezza ritenuta insufficiente, visuale ostruita da un maxi-cartello Anas e area assediata dai venditori ambulanti. È la situazione denunciata dal gruppo consiliare di opposizione “Castelsardo Bene Comune” sulla Roccia dell’Elefante, monumento inserito nel sito seriale delle Domus de Janas riconosciuto patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco.
Il gruppo, guidato dall’ex sindaco Antonio Maria Capula, ha depositato una mozione per impegnare sindaco e Giunta a intervenire con urgenza. Secondo quanto riferito dall’opposizione, già dal 20 maggio la Soprintendenza di Sassari e Nuoro, a seguito delle indagini tecniche relative al Piano “Grandi Progetti Beni Culturali”, avrebbe comunicato al Comune un quadro strutturale allarmante, con “diffuse lacune nella roccia, lesioni a valle della strada e un rischio concreto di crolli”.
Il 27 maggio un’ordinanza sindacale ha disposto la “provvisoria messa in sicurezza del bene mediante puntellamento delle porzioni lesionate”, secondo quanto prescritto dalla Soprintendenza.
“A distanza di settimane, però, la ‘messa in sicurezza’ è rappresentata solo da un nastro di plastica e qualche transenna; non c’è traccia del puntellamento strutturale richiesto”, affermano i cinque componenti del gruppo di opposizione. “I cartelli e la plastica non fermano certo i crolli e, se la Roccia dovesse subire un cedimento definitivo, chi se ne assumerà la responsabilità di fronte alla comunità?”.
Alla questione della sicurezza si aggiunge, secondo l’opposizione, quella del decoro e della fruibilità del sito. Con la realizzazione della nuova rotatoria, l’Anas avrebbe posizionato un grande cartello segnaletico che nasconde quasi completamente il monumento a chi transita sulla statale 134. Inoltre, pur in presenza di un’area transennata per pericolo crolli, i venditori ambulanti stazionerebbero quotidianamente con i propri mezzi davanti alla Roccia, compromettendone la visuale.
“Il paradosso politico è totale”, sottolinea Capula, ricordando che il sito è inserito dal 2018 nella Tentative List Unesco e che nel giugno 2023 il Ministero della Cultura ha incluso la Roccia dell’Elefante tra i beni del sito seriale candidato. Nel luglio 2025 le Domus de Janas sono state ufficialmente iscritte nel Patrimonio mondiale dell’umanità.
“La Roccia dell’Elefante vanta oggi finanziamenti straordinari – ricordano i consiglieri – dal Ministero della Cultura, dalla Regione e dalla ex Rete Metropolitana del Nord Sardegna, oltre all’intervento dell’ANAS, che ha previsto lo spostamento a monte della SS 134 per allontanare il traffico dal monumento”.
L’opposizione richiama anche la recente Borsa internazionale dedicata ai siti Unesco, ospitata a Olbia, durante la quale sono stati organizzati tour per far conoscere ai buyer internazionali anche la Domus de Janas della Roccia dell’Elefante.
“È inaccettabile che il monumento venga promosso come meta di eccellenza per operatori mondiali mentre, nella realtà, ne vengono trascurate la sicurezza e il decoro – conclude Capula –. Siamo davanti a un’incoerenza imbarazzante: abbiamo finanziamenti stanziati, ma l’Amministrazione non è capace nemmeno di installare i puntelli di sicurezza prescritti”.
