La revoca dell’autorizzazione ZES relativa al progetto di Cala Finanza rappresenta, per il movimento che in questi mesi ha mobilitato cittadini, comitati e associazioni provenienti da tutta la Sardegna, un risultato importante. Ma, secondo Stefano Lavra, ex presidente dell’ISRE, è necessario ricostruire con precisione l’intera vicenda per evitare, come sostiene lui stesso una «mistificazioni dei fatti, ricostruendo con precisione la sequenza degli stessi.
Secondo Lavra, il nodo della vicenda risiede nella delibera n. 50 approvata dall’amministrazione comunale di Loiri Porto San Paolo, atto che – a suo giudizio – ha reso possibile il successivo iter che ha portato all’autorizzazione ZES per Cala Finanza.
«È da quella delibera che nasce il problema», sostiene Lavra. «Successivamente, grazie alla mobilitazione dei cittadini, si è arrivati prima alle dimissioni dell’assessore coinvolto nella vicenda e poi al ritiro della delibera stessa. È stato proprio questo passaggio a consentire al Governo di revocare l’autorizzazione ZES rilasciata alla Tavolara Bay Srl.»
Per l’ex presidente dell’ISRE, il merito di questo risultato appartiene innanzitutto alla comunità che ha saputo vigilare e reagire. «È stato il popolo – afferma – a scoperchiare quello che ho definito il “vaso di Pandora”, portando alla luce una situazione che rischiava di passare inosservata.»
Lavra invita però a guardare oltre la revoca del provvedimento. A suo avviso, Cala Finanza rappresenta una pagina destinata a entrare nella storia delle mobilitazioni popolari in Sardegna.
«Questa è la vittoria più grande del popolo sardo dopo Pratobello», afferma. «Nel 1969 fu una comunità unita a respingere lo Stato. Oggi è stato un intero popolo, arrivato da ogni angolo della Sardegna, a unirsi per difendere la propria terra.»
Secondo Lavra, il significato di questa vicenda va oltre il singolo progetto. «In un’epoca in cui prevalgono individualismo e divisioni, i sardi hanno dimostrato una straordinaria capacità di reagire insieme. È la nostra resistenzialità, quella che ha rafforzato la coscienza collettiva, il senso di appartenenza e l’unità del popolo sardo.»
Per questo, conclude, la revoca della ZES non rappresenta soltanto un risultato amministrativo, ma il simbolo di una comunità che ha ritrovato la forza di difendere il proprio territorio. «Cala Finanza è già leggenda.»
Pur accogliendo con soddisfazione la revoca dell’autorizzazione, Lavra invita a non abbassare la guardia, ad essere “sentinelle” ribadendo che la tutela del territorio passa dalla vigilanza costante delle comunità locali e dalla partecipazione attiva dei cittadini alle scelte che riguardano il futuro della Sardegna.
Antonella Sedda
