Vietato lasciare cibo ai cani randagi nella zona industriale del Cipnes. È quanto prevede la nuova ordinanza n. 42 firmata dal sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, con l’obiettivo di affrontare una presenza di animali vaganti che, secondo l’amministrazione comunale, negli ultimi mesi è diventata sempre più difficile da gestire.
Il provvedimento nasce dalla necessità di consentire agli operatori dell’ASL di svolgere in modo più efficace le attività di individuazione, censimento e cattura dei cani presenti nell’area. La disponibilità costante di cibo, infatti, potrebbe rendere più complicate le operazioni di recupero e il trasferimento degli animali in strutture idonee. Alla base della decisione ci sono anche le numerose segnalazioni arrivate da cittadini e lavoratori della zona industriale, oltre ad alcuni episodi di aggressione nei confronti di pedoni e ciclisti. Una situazione che l’amministrazione ritiene ancora più delicata in vista dell’apertura della nuova pista ciclopedonale, destinata ad aumentare la presenza di persone nell’area. L’ordinanza è destinata ad aprire il dibattito. Se da un lato c’è chi ritiene necessario intervenire per garantire la sicurezza pubblica e consentire una gestione più efficace del fenomeno del randagismo, dall’altro non mancano le perplessità di volontari e cittadini che, mossi da spirito di solidarietà verso gli animali, sono abituati a lasciare acqua e cibo ai cani vaganti.
Il tema, ancora una volta, mette a confronto due esigenze importanti: la tutela della sicurezza delle persone e quella del benessere degli animali. Ma la decisione ha provocato una forte ondata di critiche da parte di cittadini, volontari e animalisti, che ritengono il divieto una risposta inadeguata a un problema ben più complesso. Sui social sono numerosi i commenti di chi teme che gli animali possano rimanere senza cibo nell’attesa di essere recuperati, chiedendo invece interventi più incisivi contro il randagismo.
Tra le voci più dure c’è quella dell’avvocato Enrico Rizzi, da anni impegnato nella tutela degli animali, che definisce il provvedimento “disumano”. Secondo Rizzi, il randagismo non si affronta impedendo ai cittadini di sfamare gli animali, ma attraverso sterilizzazioni, controlli, identificazione dei cani e un’applicazione rigorosa delle norme contro l’abbandono.
L’avvocato richiama inoltre alcune pronunce della giustizia amministrativa che, in casi analoghi, avrebbero annullato ordinanze simili, sostenendo che il semplice gesto di dare cibo agli animali randagi non possa essere vietato in contrasto con la normativa nazionale sulla tutela degli animali d’affezione. Per questo ha annunciato la propria disponibilità ad assistere eventuali cittadini che dovessero essere sanzionati. Il confronto resta aperto. Da una parte il Comune rivendica la necessità di garantire la sicurezza pubblica e rendere più efficaci le operazioni di recupero; dall’altra cresce il timore che il divieto possa penalizzare gli animali senza affrontare le cause del fenomeno, legate soprattutto agli abbandoni e alla mancata prevenzione.
Saranno i prossimi mesi a dire se la misura contribuirà realmente a risolvere un problema che da tempo interessa la zona industriale di Olbia.
Antonella Sedda
