Ittiri, centinaia di persone in marcia contro la speculazione energetica: “La Sardegna non è in vendita”

DiRedazione

28/06/2026

Una giornata di sole cocente, ma soprattutto una giornata di grande partecipazione e determinazione. Oggi Ittiri è diventata il simbolo della mobilitazione popolare contro quella che i comitati definiscono la “speculazione energetica” che minaccia il territorio sardo.
Centinaia di cittadini e cittadine, provenienti da ogni parte dell’Isola, hanno risposto all’appello dei Comitati sardi contro la speculazione energetica, ritrovandosi nel piazzale di via Antonio Manca per manifestare il proprio dissenso nei confronti del progetto eolico Alas della RWE e del previsto impianto di accumulo energetico (BESS).
Una partecipazione significativa, nonostante le temperature elevate, a dimostrazione della forte preoccupazione che accomuna tanti sardi per il futuro del proprio territorio.
Tra gli interventi quello di Stefano Lavra, ex presidente dell’ISRE, che ha richiamato il profondo legame tra la Sardegna e la sua natura, facendo riferimento anche alle opere di Grazia Deledda, nelle quali il paesaggio, la terra e il rapporto tra uomo e ambiente occupano un posto centrale. Un richiamo alla cultura e all’identità dell’Isola che ha riscosso grande consenso tra i presenti.
Molto seguito anche l’intervento di Maria Grazia Demontis, esponente del Coordinamento Gallura contro la speculazione eolica e fotovoltaica, che ha chiesto il blocco immediato dei lavori dell’impianto Alas, sostenendo che l’opera sarebbe realizzata in violazione della normativa e rivolgendo un appello alla magistratura affinché intervenga. Demontis ha inoltre ribadito il diritto dei comitati a esprimere liberamente la propria posizione e ha invitato le comunità locali a sostenere le amministrazioni impegnate nella difesa del territorio.
Le parole che hanno accompagnato l’intera giornata sono state unità e resistenza. Secondo i promotori, oltre al progetto Alas sarebbero circa cinquanta gli interventi tra eolico e agrivoltaico destinati a interessare diverse zone della Sardegna, con il rischio, sostengono, di modificare profondamente il paesaggio e l’identità dell’Isola.
Al termine degli interventi il corteo si è spostato nel centro del paese, dove la manifestazione è proseguita tra bandiere dei Quattro Mori, cori e canti della tradizione sarda. Tra i brani più intonati “Baronesa tirannia”, divenuta uno dei simboli delle lotte popolari dell’Isola, insieme ad altri canti identitari che hanno accompagnato il cammino dei manifestanti.
Successivamente tutti i partecipanti hanno raggiunto il Monte Unturzu, luogo interessato dal progetto eolico. Qui, condividendo un pranzo al sacco, hanno potuto osservare da vicino i segni già lasciati dall’apertura del cantiere: le piste realizzate dalle ruspe e le trasformazioni che stanno interessando un’area considerata di grande pregio naturalistico, paesaggistico e archeologico.
La giornata si è conclusa con un momento di confronto tra cittadini, associazioni e rappresentanti dei comitati, accomunati dalla volontà di proseguire la mobilitazione e costruire una rete sempre più ampia di partecipazione.
Da Ittiri è partito un messaggio chiaro: per i manifestanti la difesa del territorio, del paesaggio e dell’identità della Sardegna rappresenta una priorità irrinunciabile. Una battaglia che, assicurano, continuerà anche nei prossimi mesi con nuove iniziative e momenti di sensibilizzazione.

Antonella Sedda

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