Sassari ricorda Alfredina Papurello: una mattinata di cultura, memoria e commozione

DiRedazione

26/06/2026

Una sala attenta e partecipe, ricordi che hanno attraversato il tempo e un’emozione palpabile hanno caratterizzato la giornata di ieri dedicata alla professoressa Alfredina Papurello, svoltasi presso la Biblioteca Universitaria di Sassari. L’iniziativa, culminata con la conferenza del professor Antonio Casella dal titolo “La speculazione nella storia, la storia di quattro grandi speculatori”, è stata soprattutto un sentito omaggio a una donna che ha lasciato un’impronta profonda nel mondo accademico e nella formazione di intere generazioni di studenti.
Ad aprire l’incontro è stata una sua ex allieva del corso di Lettere dell’Università di Sassari, che ha tracciato un intenso ritratto della docente. Con parole cariche di affetto ha ricordato il suo amore per la geografia, la natura, il mare e la Sardegna, passioni che riusciva a trasmettere con straordinaria competenza e coinvolgimento.
Nel suo intervento ha rievocato uno dei numerosi viaggi di istruzione organizzati dalla professoressa Papurello, esperienze che rappresentavano molto più di semplici lezioni sul campo: erano occasioni per imparare ad osservare il territorio, comprenderne la storia e coglierne l’identità più autentica. Ricordi che riportano alle affollate lezioni nell’Aula Magna dell’Università di Sassari, dove studenti di diversi corsi seguivano con entusiasmo i corsi di Geografia della Sardegna, affascinati dalla capacità della docente di rendere vivi e appassionanti gli argomenti trattati. Un patrimonio di conoscenze che la professoressa ha poi raccolto anche nelle sue pubblicazioni.
Particolarmente toccante è stato il momento dedicato alla sfera più personale. La nipote della professoressa Papurello, la dott.ssa Irene Ciabattini Bolla, ha letto una poesia scritta da un’amica della docente, regalando ai presenti un momento di profonda commozione. Al termine della lettura, il componimento è stato consegnato al relatore, che ha ricambiato con una dedica scritta appositamente per l’occasione. Con emozione, il professor Casella ha confidato ai presenti che, pur essendo abituato a parlare sempre a braccio, questa volta sentiva il bisogno di mettere nero su bianco i propri pensieri. Nel suo ricordo ha raccontato quanto fosse insolito per lui prendere la parola senza vedere la professoressa Papurello seduta, come accadeva sempre durante gli incontri, alla sua destra “per lavorare in tandem”. Un’assenza che si è fatta sentire per tutta la mattinata, ma che è stata colmata dall’affetto, dalla gratitudine e dai ricordi condivisi da chi ha avuto il privilegio di conoscerla.
La conferenza del professor Casella sulla speculazione nella storia ha poi offerto interessanti spunti di riflessione, accompagnando il pubblico in un viaggio attraverso le vicende di quattro grandi protagonisti della finanza e dell’economia mondiale. Un intervento di alto profilo che ha saputo intrecciarsi perfettamente con lo spirito della giornata, dedicata alla memoria, alla cultura e al valore della conoscenza.
L’incontro si è concluso tra lunghi applausi e con la consapevolezza che il ricordo della professoressa Alfredina Papurello continua a vivere nelle sue opere, nei suoi insegnamenti e, soprattutto, nel cuore di quanti hanno avuto la fortuna di incontrarla nel proprio cammino umano e accademico.
Oggi la professoressa Alfredina Papurello riposa nell’isola di Tavolara, il luogo che aveva sempre indicato come la sua casa del cuore, dove desiderava tornare per sempre accanto ai suoi cari. Un desiderio che è stato rispettato, quasi a suggellare il legame profondo che l’ha unita per tutta la vita alla sua terra e alle sue radici.


E forse è proprio lì, tra il silenzio dei luoghi che tanto ha amato e studiato, che continua a vivere la sua eredità più preziosa: quella di una donna che ha saputo insegnare la geografia come un viaggio dell’anima, trasformando ogni lezione in una scoperta e ogni paesaggio in un racconto. Per chi l’ha conosciuta, Alfredina Papurello non è stata soltanto una docente, ma una guida, una studiosa appassionata e una donna di rara sensibilità, il cui ricordo continuerà a camminare lungo i sentieri della Sardegna che tanto ha amato.

Antonella Sedda

error: Contenuto protetto