Cala Finanza, l’Area Marina Protetta chiarisce: «Non abbiamo competenze sulle procedure autorizzative»

DiRedazione

23/06/2026

L’Area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo interviene nel dibattito pubblico in corso su Cala Finanza con una serie di precisazioni istituzionali, ritenendo che si stiano diffondendo «ricostruzioni che rischiano di generare confusione sui ruoli e sulle competenze delle istituzioni coinvolte».

L’Ente ricorda anzitutto che il presidente dell’Area Marina Protetta «non viene nominato da singoli esponenti politici, ma è eletto dall’Assemblea composta dai sindaci, o loro delegati, dei Comuni di Loiri Porto San Paolo, Olbia e San Teodoro». Lo statuto prevede inoltre che il mandato abbia durata annuale e sia ricoperto a rotazione tra i tre Comuni, con scadenza fissata al 12 luglio di ogni anno. «Tra qualche giorno sarà la volta del Comune di Olbia», si legge nella nota.

L’AMP sottolinea inoltre che le proprie competenze riguardano esclusivamente «la tutela ambientale marina e la gestione dell’ecosistema marino protetto», su un’estensione di circa 15 mila ettari interamente marini. Per questo motivo «non ha competenze urbanistiche o edilizie e non assume decisioni relative a destinazioni urbanistiche, titoli edilizi o procedimenti autorizzativi che la legge attribuisce ad altri enti e amministrazioni».

Nel comunicato viene chiarito anche che il progetto della società Tavolara Bay «non va ad interessare direttamente il territorio di competenza dell’AMP», poiché gli interventi previsti consistono in opere di manutenzione straordinaria sugli immobili esistenti «senza alcun aumento di superficie e volume», mentre le sistemazioni esterne, descritte come «amovibili e leggere», non interessano né il territorio a mare né aree appartenenti al demanio marittimo, per le quali sarebbe eventualmente necessario il parere dell’Area Marina Protetta.

«Si tratta pertanto di un intervento progettuale non direttamente di competenza dell’AMP in quanto riguarda modifiche dal punto di vista urbanistico, edilizio e paesaggistico per il quale si sono espressi gli enti competenti», evidenzia ancora l’Ente.

Quanto alle procedure ZES, la nota ricorda che «seguono un iter disciplinato dalla normativa nazionale» e che «le relative determinazioni vengono adottate dagli organismi competenti secondo quanto previsto dalla legge».

Per questo motivo, conclude l’Area Marina Protetta, «attribuire al presidente dell’AMP un ruolo determinante in procedure che esulano dalle competenze dell’Ente non corrisponde al quadro normativo vigente».

«Il confronto pubblico è sempre legittimo e utile, ma dovrebbe svilupparsi sulla base di fatti, atti e norme, evitando ricostruzioni che non trovano riscontro nelle competenze effettivamente attribuite alle istituzioni», conclude il comunicato

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