Olbia, il Pd boccia il PUC: “Disparità nelle scelte urbanistiche e confronto ridotto al minimo”

DiRedazione

20/06/2026

OLBIA, — Troppe disparità di trattamento nell’esame delle osservazioni, scarsa trasparenza durante i lavori del Consiglio comunale, dubbi sulle scelte urbanistiche in diverse aree della città e un iter ancora lontano dalla conclusione. Sono le principali contestazioni mosse dai consiglieri del Partito Democratico Ivana Russu, Gianluca Corda, Maddalena Corda, Antonio Loriga, Mariangela Marchio e Mimmino Sciretti dopo l’approvazione delle osservazioni al Piano urbanistico comunale.

Nel comunicato i consiglieri ringraziano tecnici e uffici comunali per «un lavoro serio, complesso e approfondito che, proprio per la sua importanza, avrebbe meritato un confronto ancora più aperto e partecipato», ma accusano la maggioranza di aver privilegiato la forza dei numeri rispetto al confronto politico.

«Più che costruire un confronto approfondito sulle osservazioni presentate da cittadini, professionisti e imprese, l’impressione è stata quella di voler arrivare rapidamente al voto, riducendo al minimo gli spazi di discussione e di verifica politica su uno degli strumenti più importanti per il futuro della città», scrivono gli esponenti dem.

Tra i punti maggiormente contestati vi è la mancata possibilità di visualizzare le osservazioni sulla cartografia cittadina durante il dibattito consiliare. Una scelta definita «incomprensibile» perché, secondo il Pd, «quando si discute il futuro urbanistico di una città, la trasparenza non dovrebbe essere considerata un dettaglio organizzativo». A giudizio dei consiglieri, «impedire ai consiglieri e ai cittadini di visualizzare immediatamente gli effetti territoriali delle decisioni ha inevitabilmente limitato la qualità del dibattito e la piena comprensione delle scelte compiute».

Critiche anche per il mancato rinvio della seduta richiesto dal consigliere Gianluca Corda il 13 giugno. Per il Pd la maggioranza «ha scelto invece una strada diversa, privando il dibattito del contributo di uno dei due consiglieri di minoranza che hanno seguito l’intero percorso del Piano».

Nel merito delle osservazioni approvate, il Partito Democratico sostiene che siano emersi casi nei quali «richieste molto simili hanno ricevuto risposte differenti», mettendo in dubbio l’uniformità dei criteri adottati.

Viene citato il caso delle aree produttive lungo la SP73, in località Piliezzu, dove alcune richieste avanzate da aziende storicamente presenti sul territorio sono state respinte per la mancata previsione di zone D, mentre sul lato opposto della stessa strada, negli anni scorsi, sarebbero state autorizzate nuove aree produttive su terreni agricoli.

Analoga situazione viene segnalata lungo la SS125 all’ingresso sud della città, dove osservazioni riguardanti aree collocate nello stesso contesto territoriale avrebbero avuto esiti differenti, con il riconoscimento di zone D in alcuni casi e il rigetto di richieste analoghe in altri.

Particolarmente critico, secondo il Pd, il caso di Murta Maria. Da un lato alcune richieste di nuove zone C sono state respinte richiamando la necessità di contenere il carico antropico della frazione; dall’altro, nella stessa area, sono state accolte osservazioni che introducono nuove possibilità edificatorie attraverso l’attribuzione di zone C e B. «Una scelta che rende difficile comprendere quale sia l’effettivo indirizzo urbanistico adottato per il futuro di una delle aree più delicate e strategiche del territorio comunale».

Dubbi vengono espressi anche sulle riclassificazioni nell’agro olbiese, in particolare nelle zone di San Pantaleo e San Giovanni, dove alcuni proprietari hanno ottenuto il riconoscimento di zone E5 mentre in altri casi, a fronte di richieste analoghe e relazioni agronomiche, è stata confermata la classificazione esistente. «Anche in questo caso riteniamo che sarebbe stato necessario esplicitare con maggiore chiarezza i criteri adottati».

Per i consiglieri democratici il nodo centrale è quello dell’equità delle decisioni: «Quando casi analoghi producono decisioni diverse, il problema non riguarda soltanto i singoli cittadini o le singole imprese coinvolte. Riguarda la credibilità delle regole e la fiducia che la comunità ripone nelle istituzioni».

Nel documento viene inoltre richiamata la situazione di Colcò, definita un’area che rischia «di trasformarsi in un vero e proprio ghetto urbano», e vengono espresse «forti perplessità» sulle previsioni che interessano aree coinvolte dagli eventi alluvionali del 2013. «Una tragedia che ha segnato profondamente la nostra comunità e che dovrebbe suggerire il massimo livello di prudenza nelle scelte urbanistiche», osservano i consiglieri, contestando la possibilità di allentare i vincoli in aree che ritengono ancora caratterizzate da criticità idrauliche.

Tra le osservazioni figurano anche dubbi sulle scelte viabilistiche previste in via dei Lidi, dove «si è scelto di intervenire attraverso l’abbattimento di un’abitazione senza che, a nostro giudizio, siano state approfondite fino in fondo possibili soluzioni alternative».

Secondo il Pd questa fase avrebbe dovuto affrontare in maniera più incisiva temi come mobilità urbana, parcheggi, edilizia residenziale pubblica, riqualificazione delle aree limitrofe al centro storico e pianificazione dello sviluppo futuro della città.

I consiglieri ricordano infine che il percorso del Piano urbanistico comunale non è concluso e che dopo il voto sulle osservazioni dovrà riprendere il confronto con la Regione Sardegna nell’ambito della co-pianificazione. «La maggioranza rivendicherà probabilmente il risultato di aver chiuso questa fase del procedimento. Noi riteniamo invece che il vero giudizio arriverà dalla capacità del Piano di superare il confronto con la Regione, di resistere alle verifiche future e soprattutto di rispondere ai bisogni reali della città. Su questo terreno, oggi, restano più domande che certezze».

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