Definita una prima parte della futura assemblea civica. Biancareddu avrà due consiglieri, Carta uno. Nessun seggio per Romeo Frediani. La composizione definitiva sarà decisa dalla sfida tra Gianna Masu e Gianni Addis.
In attesa del ballottaggio che deciderà chi guiderà il Comune di Tempio Pausania nei prossimi cinque anni, si delinea una prima parte della composizione del nuovo Consiglio comunale. Il voto del primo turno ha già determinato l’assegnazione di alcuni seggi alle liste e ai candidati rimasti fuori dalla sfida finale.
Andrea Biancareddu avrà diritto a due seggi. In Consiglio comunale, per la lista Uniamo Tempio, siederanno lo stesso Andrea Biancareddu e Simona Chessa. Un seggio andrà invece a Fabrizio Carta, candidato sindaco della coalizione Tempio Ritorna Città. Nessun seggio, invece, per Romeo Frediani.
Si tratta, però, soltanto di una parte del quadro complessivo. La composizione definitiva dell’aula consiliare sarà stabilita dall’esito del secondo turno, che vedrà contrapposti Gianna Masu e Gianni Addis. Dal risultato del ballottaggio dipenderà infatti l’attribuzione del premio di maggioranza e, di conseguenza, la distribuzione dei seggi tra le liste collegate ai due candidati ancora in corsa.
Nel caso in cui a vincere il ballottaggio fosse Gianna Masu, alla sua lista verrebbero assegnati dieci seggi di maggioranza. In Consiglio comunale entrerebbero Marco Claudio Petitta, Maria Caterina Fresi, Fortunato Lucente, Daniela Giovanna Maria Giua, Susanna Careddu, Edvige Baldino, Carlo Maria Menicucci, Brunella Manconi, Simone Vacca D’Avino e Alice Alias. Se invece Gianna Masu dovesse uscire sconfitta dal secondo turno, alla sua coalizione spetterebbero tre seggi di opposizione: quello della candidata sindaca Gianna Masu e quelli dei due candidati più votati, Marco Petitta e Maria Caterina Fresi.
Scenario opposto nel caso di vittoria di Gianni Addis. Se il sindaco uscente dovesse imporsi al ballottaggio, i dieci seggi di maggioranza andrebbero ad Anna Paola Aisoni, Paolo Cossu, Francesco Quargnenti, Monica Liguori, Elizabeth Bonaria Vargiu, Marco Luca Careddu, Giorgio Chiarelli, Roberto Ghiani, Nicola Gregu e Mariella Mossa. Qualora invece Gianni Addis dovesse perdere il ballottaggio, alla sua lista verrebbero attribuiti tre seggi di opposizione: quello dello stesso Gianni Addis e quelli di Anna Paola Aisoni e Paolo Cossu.
Il nuovo Consiglio comunale di Tempio, dunque, è ancora in parte sospeso. Alcuni equilibri sono già definiti, ma la geografia politica dell’aula sarà decisa soltanto dal voto del ballottaggio. Da quel risultato dipenderà non solo il nome del prossimo sindaco, ma anche la forza numerica della futura maggioranza e il peso delle opposizioni all’interno dell’assemblea civica.
Frediani nessun seggio
Frediani supera il 3%, quindi viene ammesso al riparto. Ma superare il 3% non garantisce un seggio: significa solo poter partecipare alla distribuzione dei seggi rimasti. L’art. 73 TUEL prevede infatti soglia del 3% e poi riparto proporzionale con metodo D’Hondt. Tuttavia il quoziente più alto di Frediani, è inferiore al primo quoziente di Carta (che è del doppio) e dunque il seggio è scattato solo per Carta.
La questione ballottaggio
Argomento a parte merita il ballottaggio. Il secondo turno, infatti, cambia profondamente gli equilibri e anche le strategie comunicative rispetto al primo turno. È noto che, nelle elezioni comunali, il ballottaggio rappresenta spesso un capitolo autonomo: non sempre chi arriva primo al primo turno riesce poi a confermare il vantaggio, ma è altrettanto vero che chi parte dalla seconda posizione difficilmente riesce a ribaltare il risultato se non si attivano dinamiche nuove e decisive.
Il sistema elettorale, infatti, premia le alleanze, esplicite o implicite, e soprattutto la capacità di riportare alle urne il proprio elettorato. Per vincere servono i numeri, e in questa fase i numeri sembrano giocare a favore di Gianni Addis. Non soltanto perché il suo elettorato appare compatto, fedele e motivato, e dunque presumibilmente orientato a tornare al voto in maniera consistente, ma anche perché entrano in campo due variabili decisive: Fabrizio Carta e Andrea Biancareddu. Insieme, i due candidati rappresentano una parte molto rilevante dell’elettorato del primo turno, circa la metà. Un bacino che al ballottaggio potrebbe scegliere strade diverse: l’astensione, il voto libero, oppure un riposizionamento verso uno dei due sfidanti. In particolare, una parte dell’elettorato di Biancareddu, proveniente politicamente e amministrativamente dalla sfera di Addis, potrebbe decidere di ritornare sul sindaco uscente, contribuendo a rafforzarne ulteriormente la posizione.
La partita, dunque, non si giocherà soltanto tra Masu e Addis, ma anche sulla capacità dei due candidati di parlare agli elettori rimasti senza un proprio riferimento diretto al secondo turno, che talora attendono una presa di posizione dai propri ex candidati sindaco. È lì che si deciderà il vero equilibrio del ballottaggio: nella mobilitazione, nelle scelte degli esclusi e nella capacità di trasformare i numeri del primo turno in consenso decisivo. E su questo, guardando a tutte le città con il ballottaggio, la differenza la farà quasi certamente il dialogo.
