OLBIA – “Seguiamo con estrema apprensione e viva preoccupazione le notizie provenienti dal Mediterraneo e dal porto di Ashdod, dove la marina israeliana ha bloccato le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla”. Lo dichiarano il gruppo consiliare del Partito Democratico di Olbia: Ivana Russu, Antonio Loriga, Gianluca Corda, Maddalena Corda, Mariangela Marchio, Mimmino Scriretti, e dal segretario del circolo Pd Olbia, Pietro Spanò. intervenendo sulla vicenda che coinvolge anche due cittadini sardi: “la nostra concittadina di Olbia, Ilaria Mancosu, a bordo della nave Amazon, e Gianfranco Frongia, sulla Last Dream”.
Il Pd olbiese definisce “agghiaccianti e intollerabili” le immagini diffuse sui social dal ministro israeliano Itamar Ben Gvir, che mostrerebbero, secondo il comunicato, i volontari umanitari “ammanettati, bendati, costretti a terra e derisi pubblicamente a favore di telecamera”.
“Siamo davanti a una vera e propria esibizione propagandistica mirata all’umiliazione sistematica di civili, il cui unico intento era portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza”, scrivono i democratici. Secondo il Pd, “il blocco delle navi in acque internazionali al largo di Cipro solleva seri interrogativi sul rispetto del diritto marittimo”, mentre “il trattamento subito dai prigionieri viola i più basilari trattati sui diritti umani e sulla dignità della persona”.
“Al di là di qualsiasi posizionamento politico – prosegue il comunicato – la priorità assoluta in questo momento è l’incolumità fisica, la sicurezza giuridica e il rispetto dei diritti fondamentali dei nostri concittadini e di tutti i 29 connazionali coinvolti”.
Il gruppo consiliare del Pd di Olbia prende atto che Presidenza del Consiglio e Farnesina abbiano definito “inaccettabili” questi trattamenti e rivolge “un appello accorato e urgente al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale affinché il Governo italiano passi dalle dichiarazioni ai fatti”.
La richiesta è di attivare “immediatamente tutti i canali diplomatici per garantire una costante e ferrea assistenza consolare, pretendendo l’immediato rilascio e il rimpatrio sicuro e protetto dei nostri connazionali”.
“La comunità di Olbia e l’intera Sardegna – conclude il comunicato – non possono rimanere indifferenti di fronte alla sorte di chi spende la propria vita per la solidarietà internazionale, né possono accettare che una propria cittadina venga sottoposta a trattamenti degradanti”. Il Pd chiede infine alle istituzioni locali, regionali e nazionali di fare fronte comune “senza distinzioni di colore politico, per tutelare la vita, la dignità e i diritti dei nostri concittadini”.
