“Mesu Maju in Coro”, voci e tradizioni che emozionano: Basilica gremita per una serata indimenticabile

DiRedazione

18/05/2026

Nella splendida cornice della Basilica di San Simplicio, gremita di pubblico in ogni ordine di posto, la 10ª edizione di “Mesu Maju in Coro” ha regalato, ieri, alla città di Olbia una serata intensa, emozionante e profondamente legata alle radici della tradizione sarda.
L’appuntamento corale, inserito tra gli eventi conclusivi della Festa di San Simplicio, si è confermato uno dei momenti più attesi e partecipati dell’intera manifestazione e ha rappresentato molto più di un semplice concerto: è stato un viaggio dentro la memoria, la cultura e l’identità di un popolo che continua a custodire con orgoglio il valore del canto popolare. Un concerto capace di trasformare la Basilica in un luogo di incontro tra musica, memoria, spiritualità e identità culturale.
Ad aprire la serata è stato il Coro Olbia Folk Ensemble di Olbia, realtà corale diventata negli anni un importante punto di riferimento nel panorama musicale del territorio. Con sensibilità artistica e passione per la tradizione, l’ensemble ha proposto un repertorio ricco di emozione e autenticità, accompagnando il pubblico in un intenso viaggio musicale tra sonorità popolari e armonie corali.
Grande emozione anche per il Coro Su Siniscolesu di Siniscola, apprezzato per il suo canto “a cappella”, eseguito senza accompagnamento musicale. Le sole voci, potenti e perfettamente armonizzate, hanno dato vita a momenti di rara intensità, riportando alla luce le atmosfere più autentiche della tradizione popolare sarda. Un’esibizione coinvolgente che ha conquistato il pubblico presente.
Tra i protagonisti più applauditi della serata, anche il Coro femminile “Prendas de Armonias” di Mamoiada, nato nel 2012 con l’obiettivo di promuovere lo studio, la ricerca e la pratica del canto corale. Dal 2016 il coro porta avanti un importante lavoro di recupero delle melodie della tradizione mamoiadina: ninne nanne, gosos, attitos, il canto delle Marie, duru-duru e antiche preghiere popolari che custodiscono la memoria della comunità. Le loro voci delicate e intense hanno regalato alla Basilica uno dei momenti più suggestivi ed emozionanti dell’intero concerto.
A impreziosire ulteriormente la manifestazione è stata poi la partecipazione dell’Associazione Culturale Coro di Ittireddu, formazione impegnata nella valorizzazione del patrimonio musicale e culturale della Sardegna. Attraverso armonie profonde e coinvolgenti, il coro ha saputo trasmettere tutto il valore della coralità come espressione di identità, appartenenza e continuità tra passato e presente.
Ogni coro, con il proprio stile e la propria sensibilità artistica, ha portato in Basilica il suono della Sardegna più vera: quella fatta di tradizioni tramandate nel tempo, di storie, fede, lavoro e comunità.
Le armonie corali hanno avvolto il pubblico in un’atmosfera suggestiva e coinvolgente, capace di unire generazioni diverse attraverso la forza universale della musica popolare. Ad accompagnare il pubblico lungo questo straordinario percorso musicale è stata Daniela Astara, che con eleganza, sensibilità e grande professionalità ha presentato la serata valorizzando la storia, il significato e l’anima di ciascun coro, contribuendo a creare un’atmosfera ancora più coinvolgente e armoniosa.
Lunghi applausi, emozione e partecipazione hanno segnato una serata che resterà nel cuore dei presenti. “Mesu Maju in Coro” si conferma così non soltanto un concerto, ma un autentico omaggio alla Sardegna, alle sue tradizioni e alla forza della musica corale, capace ancora oggi di unire comunità e generazioni attraverso la bellezza delle voci e della memoria condivisa.

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