Sanità in Gallura, il direttore della Asl Antonio Irione: “Scelte basate su dati ed evidenze”

DiRedazione

06/05/2026

Si è svolto ieri a Olbia, negli uffici EVOS, l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri sulla sanità promosso dalla Scuola di formazione politica dei Riformatori Sardi. Un percorso itinerante che, partito da Sassari e passato per Cagliari, ha portato alla costruzione condivisa del “Manifesto della sanità”, successivamente consegnato al Ministro della Salute Orazio Schillaci.


L’incontro di Olbia, dal titolo “La sanità ha bisogno di cure?”, ha rappresentato un ulteriore momento di confronto pubblico tra manager sanitari, medici e rappresentanti istituzionali, con l’obiettivo di analizzare criticità e individuare soluzioni concrete per il sistema sanitario sardo.


Ad aprire i lavori è stato il segretario regionale del partito Aldo Salaris, mentre la tavola rotonda è stata moderata da Franco Meloni. Il dibattito ha visto la partecipazione, tra gli altri, Antonio irione: Direttore ASL Gallura
Gian Carlo mateucci : responsabile radio terapia oncologica Mater Olbia
Gianfranca Nieddu: dirigente medico specialista in ostetricia ginecologia ASL Gallura
Pierluigi Maria Rinaldi: responsabile radiologia e radiologia interventistica Mater Olbia
Paolo Tecleme: già Direttore ASL


Al centro del confronto i principali nodi del sistema sanitario gallurese e regionale: dall’emergenza stagionale legata ai flussi turistici alla carenza di servizi territoriali, fino al rapporto tra sanità pubblica e privata, che in Gallura rappresenta un modello integrato con esperienze significative, come la presa in carico oncologica e l’assistenza domiciliare.


«Bisogna affrontare le criticità in maniera responsabile, senza sigle e bandiere – ha sottolineato il coordinatore regionale dei Riformatori Sardi, Aldo Salaris – l’obiettivo non è individuare colpevoli ma raccogliere soluzioni che tengano conto delle specificità dei territori».


Sulla stessa linea il direttore generale della Asl Gallura Antonio Irione, che ha evidenziato come «il primo luogo di cura sia il cittadino» e come sia fondamentale basare le scelte su dati ed evidenze per calibrare efficacemente l’offerta sanitaria.


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