Grazia Deledda, una voce ancora viva: Olbia apre l’omaggio al Nobel nel segno di Neria De Giovanni

DiRedazione

03/05/2026

OLBIA. C’era una sala piena, ieri mattina, sabato 2 maggio, ad ascoltare Grazia Deledda. Non soltanto a ricordarla, ma quasi a ritrovarla: nella sua Sardegna interiore, nei suoi silenzi, nella sua fede inquieta, nella sua capacità di raccontare l’uomo partendo da un’isola e arrivando al mondo.

A guidare questo incontro è stata Neria De Giovanni, scrittrice, saggista e critica letteraria, protagonista della Lectio Magistralis che ha aperto il percorso “Grazia Deledda 1926-2026. La contemporaneità del suo messaggio spirituale”, ospitato negli spazi di UniOlbia, in via Porto Romano.

L’iniziativa si inserisce nell’Anno Deleddiano, che celebra il centenario del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura alla scrittrice nuorese. Un anniversario che ha già avuto un momento di grande rilievo nazionale con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Nuoro, dove il Capo dello Stato ha partecipato alle celebrazioni ufficiali dedicate a Grazia Deledda, prima donna italiana a ricevere il Nobel per la Letteratura nel 1926.

A Olbia l’omaggio è stato promosso dall’Istituto Euromediterraneo, dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Sassari-Tempio-Ampurias, dall’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e dal Lions, con il coinvolgimento di UniOlbia.

Neria De Giovanni ha restituito al pubblico una Deledda vicina, quasi presente, come accade con gli autori che non smettono di parlare attraverso le loro pagine. Ha ricordato la grandezza nazionale e internazionale della scrittrice, sottolineando come Grazia Deledda non sia soltanto “la Nobel sarda”, ma una Nobel italiana, la prima donna italiana insignita del riconoscimento letterario più prestigioso. Il Nobel ufficiale è quello del 1926, attribuito alla scrittrice nuorese per la profondità con cui seppe raccontare la vita della sua isola e, insieme, i problemi umani universali.

La sua Lectio ha attraversato la vita e le opere, ma anche aspetti meno noti del percorso umano di Deledda, tra cui il rapporto con i sacerdoti della sua epoca e con quell’ambiente religioso che, in forme diverse, accompagnò la sua esperienza e la sua scrittura. Ne è nato un racconto suggestivo, non distante né puramente accademico, ma vivo: Grazia Deledda è apparsa come un’amica ancora capace di interrogare il presente, una voce da rileggere e valorizzare oltre le celebrazioni.

La mattinata, si è aperta con i saluti istituzionali di Luigi Cudoni, delegato di Gallura e Anglona dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, Francesco Cossu, presidente dei Lions club di Olbia e don Giorgio Diana, direttore dell’istituto Euromediterraneo.

L’iniziativa ha visto anche la presenza di Monsignor Corrado Melis, Vescovo della Diocesi di Ozieri e Priore della Delegazione dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme della Gallura e del Logudoro, e del sindaco di Nuoro, Emanuele Fenu a testimoniare il legame profondo tra la città natale di Grazia Deledda e il percorso di valorizzazione della sua figura nell’anno del centenario del Nobel.

Tra i momenti più significativi, anche la partecipazione di Carolina D’Andrea, docente di lettere al Liceo Gramsci di Olbia, che ha letto il discorso pronunciato da Grazia Deledda negli anni successivi al conferimento del Premio Nobel per la Letteratura.

Poi la parola letteraria ha incontrato il teatro e il canto. Le letture, curate da Umbras Teatro Orosei, hanno dato voce a brani legati a luoghi simbolici dell’universo deleddiano: San Pietro di Galtellì, il Santuario della Madonna del Rimedio di Orosei e la Chiesa della Solitudine. A queste pagine si sono alternati i canti del Cuncordu della Confraternita Sas Animas di Orosei, che hanno portato nella sala il respiro antico della tradizione religiosa sarda. Il risultato è stato un dialogo intenso tra parola, memoria e spiritualità: non una cornice musicale, ma un vero controcanto al mondo interiore della scrittrice.

Il percorso è proseguito con l’inaugurazione della mostra d’arte “La spiritualità nell’universo delle opere di Grazia Deledda”, con le opere di Pietro Longu e Alfonso Silba.

La mostra, aperta sabato 2 maggio, resterà visitabile per tutta la settimana, fino al 9 maggio, con orario 9.00-13.00 e 15.00-19.00.

Il 9 maggio, alle 17.00, è previsto il secondo momento dell’omaggio a Grazia Deledda. Dopo i saluti istituzionali di Giorgio Diana, Alessandro Cossu e Roberto Spano, interverranno Dino Manca, dell’Università di Sassari, su “L’attualità di Grazia Deledda”, e Salvatore Bulla, dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, su “La spiritualità in Grazia Deledda”. A moderare sarà Marella Giovannelli, con interventi musicali di Luigino Cossu.

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