L’ISRE si prepara ad aprire una nuova fase della propria storia. Con la conclusione del mandato del dott. Stefano Lavra, la presidenza dell’Istituto è oggi vacante, mentre si apre un passaggio delicato che intreccia scelte politiche e continuità amministrativa.
La decisione sul nuovo vertice sarà affidata alla maggioranza regionale guidata da Alessandra Todde, in un contesto in cui non si tratta soltanto di individuare un successore, ma di garantire la prosecuzione di un percorso costruito negli ultimi anni.
Nato a Nuoro nel 1974 e laureato in Scienze Forestali all’Università di Firenze, Lavra ha portato all’ISRE un profilo legato alla gestione ambientale, alla formazione e all’amministrazione pubblica. Quando ha assunto la guida dell’Istituto, nel 2023, il contesto non era dei più semplici: l’ISRE usciva infatti da anni di commissariamento, con la necessità di ricostruire relazioni, stabilità e visione.
In questa fase iniziale, Lavra ha preso in mano le redini dell’ente lavorando per riattivare i rapporti con il territorio e ricucire i legami istituzionali, estendendo progressivamente il dialogo anche oltre i confini regionali e nazionali. Un lavoro paziente, condotto con senso di responsabilità, che gli ha consentito di ristabilire un clima di collaborazione e costruire relazioni solide con le diverse realtà coinvolte. Alla guida dell’Istituto, ha quindi impostato un percorso orientato alla valorizzazione dell’identità culturale sarda, rafforzando le attività di ricerca antropologica, le collaborazioni istituzionali e le progettualità legate alla diffusione del patrimonio immateriale. Un lavoro portato avanti in concerto e in armonia con le diverse componenti del comitato scientifico, tra cui il contributo dei professori Dino Manca, Mario Lutzu e la prof.ssa Tatiana Cossu, con i quali è stato mantenuto un dialogo costante e costruttivo.
Particolare attenzione è stata rivolta anche a settori della tradizione, come la ceramica, e al sostegno di iniziative culturali innovative.
Tra i progetti più significativi avviati durante il suo mandato figura il percorso legato alle celebrazioni per Grazia Deledda, in vista del centenario del Premio Nobel, un’iniziativa destinata a proseguire nei prossimi anni e che richiederà continuità.
Accanto ai risultati raggiunti, restano aperte alcune sfide: dal potenziamento delle strutture alla digitalizzazione degli archivi, fino a una sempre maggiore apertura internazionale dell’Istituto. Ambiti che rappresentano oggi una parte centrale dell’agenda futura dell’ISRE.
Il bilancio del mandato di Lavra si inserisce dunque in una fase di transizione, segnata da un lavoro intenso e da progettualità ancora in evoluzione. Una gestione che ha cercato di coniugare tradizione e innovazione, restituendo centralità all’Istituto nel panorama culturale regionale.
Ora l’attenzione si sposta sulla scelta del nuovo presidente, chiamato a raccogliere un’eredità significativa e a proseguire un cammino già tracciato. È proprio in questa prospettiva che appare evidente come non sarà semplice sostituire una figura come quella di Lavra, che ha saputo distinguersi per competenza, serietà e dedizione.
La sfida sarà quella di garantire continuità senza disperdere quanto costruito, mantenendo saldo il ruolo dell’ISRE nella tutela e nella promozione dell’identità della Sardegna.
In questo contesto, non manca chi sottolinea l’importanza di dare continuità al lavoro avviato negli ultimi anni, evidenziando come l’esperienza maturata e la conoscenza dell’Istituto possano rappresentare un valore aggiunto nella fase attuale. Un orientamento che, pur nel rispetto delle dinamiche istituzionali, richiama l’esigenza di non interrompere un percorso costruito con passione, impegno e visione. Una decisione attesa, dunque, che non riguarderà soltanto una nomina, ma il futuro stesso dell’Istituto e la sua capacità di continuare a raccontare, con coerenza e visione, l’identità profonda della Sardegna.
Antonella Sedda
