Olbia si prepara a vivere una serata densa di memoria, identità e partecipazione in occasione di Sa Die de sa Sardigna, la festa del popolo sardo che celebra il coraggio e la dignità di un’intera isola.
Il prossimo 28 aprile, nella suggestiva cornice delle Casermette di via Mameli, la città renderà omaggio a Giovanni Maria Angioy e ai martiri della rivoluzione sarda, simboli di un passato che continua a parlare al presente. Un appuntamento che non è solo commemorazione, ma anche occasione di riflessione collettiva sull’eredità storica e culturale della Sardegna.
L’evento prenderà il via alle ore 18:30 con l’apertura ufficiale e la presentazione curata da Lidia Fancellu, accompagnata dalle letture di Tino Scugugia e della stessa Fancellu. Parole e narrazione guideranno il pubblico in un viaggio nel tempo, tra storia e sentimento, restituendo voce a una delle pagine più significative della nostra terra. A impreziosire la serata saranno gli interventi musicali di numerosi artisti locali, tra cui Mario Nanu, Gianmario Littera, Alessandro Marceddu, e altri protagonisti della scena musicale, capaci di intrecciare tradizione e contemporaneità in un dialogo armonioso.
Alle 19:15 spazio alla riflessione con l’intervento di Bachisio Bandinu, che affronterà il tema “L’odierna eredità della sarda rivoluzione”. Un momento particolarmente atteso, che offrirà spunti di approfondimento sul significato attuale di quei moti storici e sulla loro influenza nella società contemporanea.
La manifestazione si concluderà alle ore 21:00, lasciando nei partecipanti non solo il ricordo di una serata ben riuscita, ma anche una rinnovata consapevolezza delle proprie radici.
Sotto la direzione artistica musicale di Francesco Roccaforte e grazie all’impegno del Comitato Spontaneo Olbiese pro Sa Die, l’evento si conferma come un importante momento di aggregazione e valorizzazione culturale.
Sa Die de sa Sardigna non è solo una ricorrenza: è un richiamo profondo all’identità, un invito a non dimenticare e a custodire, con orgoglio e responsabilità, la storia di un popolo che ha saputo lottare per la propria dignità. In tempi in cui il rischio dell’oblio è sempre presente, iniziative come questa rappresentano un presidio fondamentale di memoria e appartenenza.
Olbia, ancora una volta, si fa custode di questa eredità, trasformando la storia in esperienza viva e condivisa.
Antonella Sedda
