Olbia, la musica che diventa preghiera: emozione e comunione per il decimo anniversario del Movin’ on Gospel Choir

DiRedazione

19/04/2026

Una chiesa gremita, un silenzio denso di attesa che ha fatto da cornice a una serata intensa e profondamente spirituale poi lentamente, la musica che prende forma e si fa preghiera. Nella parrocchia della Sacra Famiglia, il decimo anniversario del Movin’on Up Gospel Choir, all’interno della rassegna SaCreAction, giunta alla sua quinta edizione.
si è trasformato, nella serata di ieri, in un’esperienza intensa e condivisa, capace di unire voci, cuori e storie diverse in un unico grande respiro spirituale.
Fin dalle prime note si è compreso che non si trattava di un semplice concerto. La musica ha preso forma come un cammino interiore, un itinerario dell’anima che ha attraversato la preghiera nelle sue molteplici dimensioni, fino ad aprirsi alla lode gioiosa del gospel.
Il programma si è articolato in diversi momenti, ciascuno segnato da una specifica dimensione della preghiera, quasi a voler attraversare tutte le sue sfumature più profonde.
I cori partecipanti sono stati chiamati a interpretare tre brani capaci di incarnare e dare voce alle diverse sfumature della preghiera: richiesta, testimonianza d’amore, dialogo personale e collettivo, ringraziamento e lode. Ad aprire questo cammino sono stati i primi canti di lode e preghiera: “Praise Him”, affidata al Movin’on Up Gospel Choir, diretto da Pina Muroni e promotrice dell’intera rassegna, che ha acceso la gioia della lode, quella che si fa ritmo, partecipazione, energia condivisa. Sono seguiti i momenti “Mashalem” proposto dal coro della Sacra Famiglia e da “Dona nobis pacem” del coro polifonico Lorenzo Perosi della parrocchia Le Salette fino a “M’ accostu a te, o Signori” eseguita dal coro Boci d’Agliola di Telti, ancora una volta espressione intensa della tradizione gallurese. Un susseguirsi di invocazioni, lodi e affidamenti che, pur nelle differenze di lingua e stile, hanno costruito un’unica preghiera corale.
“In Sacresion 26, la preghiera si fa musica, diventa voce, armonia, incontro”.
La “Preghiera”, proposta dal Coro Sacra Famiglia di Olbia, coordinato da Graziano Bonomo, Fabio Arru e Fabrizio Miscera, ha dato voce alla dimensione più intima e quotidiana del dialogo con Dio, fatta di semplicità, ascolto e affidamento.
La “Pregatio”, con il Coro Lorenzo Perosi di Olbia diretto da Maria Chiara Fiscaletti, ha innalzato lo spirito attraverso la purezza della polifonia, trasformando ogni nota in contemplazione.
La “Pregadoria”, affidata al coro Voci d’Aglìola di Telti diretto da Samuele Pileri, ha segnato il cammino con il respiro della tradizione: preghiere in gallurese che affondano nelle radici e parlano al cuore con autenticità.
Un percorso condiviso, seguito con intensa partecipazione anche da don Andrea Raffatellu, presenza discreta e significativa lungo tutta la serata che si è sviluppata come un vero e proprio percorso di preghiera, costruito attraverso l’alternanza dei cori, in un dialogo musicale continuo. Non esibizioni separate, ma un intreccio armonioso: una voce che lasciava spazio all’altra, creando un flusso unico e coinvolgente. Un susseguirsi di invocazioni, dunque, lodi e affidamenti che, pur nelle differenze di lingua e stile, hanno costruito un’unica preghiera corale.
Ogni coro ha portato la propria identità senza mai interrompere il filo comune, anzi rafforzandolo.
Il coro Boci d’Agliola di Telti ha donato profondità e radicamento con le sue preghiere in gallurese, restituendo una spiritualità autentica e legata alla terra.
Il coro polifonico Lorenzo Perosi delle Salette di Olbia ha offerto momenti di grande intensità con brani del repertorio polifonico, accompagnati al pianoforte dal maestro Alessandro Pinna, conducendo l’assemblea verso una dimensione contemplativa.
Il coro della Sacra Famiglia ha guidato la comunità in una preghiera più diretta e partecipata con vari canti liturgici, creando un ponte tra assemblea e canto. E poi il Movin’ on Up Gospel Choir, anima della serata, che ha saputo inserire in questo dialogo la forza del gospel afro-americano, con Praise Him di D.Harper, Total Praise di R.Smallwood e Keep on mking a way di P.Gray. Il coro è stato accompagnato da M. Putzu al piano, G. Congiatu al basso e F. Murgia alla batteria. Un’energia che ha coinvolto tutti: il pubblico ha battuto le mani a tempo, lasciandosi attraversare da una gioia autentica.
Sostenuta dal Comune di Olbia e da diverse realtà associative, SaCreAction 26 si conferma molto più di una rassegna: è un ponte tra tradizione e contemporaneità, tra culture e sensibilità diverse, unite dalla ricerca del sacro.
Dal 2016 a oggi, questo cammino continua a crescere. E ieri sera, nella bellezza di una chiesa piena e di voci diventate una sola, si è colta una verità semplice e profonda:
quando la preghiera si fa musica,
diventa incontro.
E quando diventa incontro,
resta nel cuore.
La direttrice del Gospel, a fine serata, ha espresso parole di gratitudine a Don Andrea e alla parrocchia della Sacra Famiglia per l’accoglienza, all’amico Graziano per il supporto, al Comune di Olbia per il sostegno, ai cori partecipanti, ai musicisti, ai soci, agli amici e familiari che rendono vivo questo cammino.
Il momento più toccante è arrivato nel finale: tutti i cori riuniti sull’altare, un’unica voce nell’Ave Maria, sospesa tra silenzio e grande emozione. Subito dopo, l’esplosione gioiosa di Oh Happy Day, cantata insieme, ha trasformato la chiesa in una festa condivisa.
E la comunione non si è fermata lì. La serata è proseguita nel salone parrocchiale, dove cori e partecipanti si sono ritrovati per un rinfresco, tra sorrisi, parole e abbracci. Un momento semplice, ma autentico, che ha dato concretezza a quanto vissuto nella musica.
È stata una serata di preghiera in tutte le sue forme: invocazione, ascolto, parola e silenzio, richiesta e affidamento, memoria e speranza. Un dialogo tra cielo e terra, tra persone e culture.
Dieci anni di Movin’ Up Gospel Choir non sono solo un anniversario, ma la testimonianza di un cammino che continua a unire. Perché quando le voci si alternano senza separarsi, nasce qualcosa di più grande: una comunità che canta, e nel canto si riconosce.
E nella bellezza di questa serata resta una certezza: quando le voci si incontrano, anche i cuori imparano a camminare insieme verso l’alto. Un anniversario, dunque, che non segna un punto d’arrivo ma una strada già percorsa insieme
e un’altra ancora da cantare.

Antonella Sedda

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