“Pace e Bene! Il Signore vi dia Pace”. Con queste parole, semplici e profonde, I Frati Cappuccini hanno annunciato la nascita al Cielo di Madre Maria Arcangela dell’Immacolata, al secolo Rita Deruda, figura amata e riferimento spirituale per la comunità di Sassari.
La sua scomparsa, avvenuta ieri alle ore 16, ha suscitato commozione e raccoglimento tra quanti l’hanno conosciuta e le consorelle l’affidano alla preghiera di tutti, chiedendo un ricordo per “l’anima benedetta di questa sorella” e comunicando che le informazioni sulle esequie saranno rese note appena possibile.
Nata a Ittiri nel 1930, Rita Deruda visse fin da giovane una fede autentica e partecipata. Prima di intraprendere la vita religiosa, fu
protagonista attiva nell’Azione Cattolica Italiana, realtà che in quegli anni rappresentava una vera scuola di formazione umana, spirituale e sociale.
Nel difficile periodo del dopoguerra, l’Azione Cattolica educava i giovani a vivere il Vangelo nella concretezza della vita quotidiana, attraverso il servizio, la solidarietà e l’impegno nella comunità. In questo contesto, Rita si distinse per la sua sensibilità verso gli altri, per la dedizione e per una fede già allora viva e operosa. Partecipava attivamente alla vita parrocchiale, condividendo momenti di preghiera e formazione, ma soprattutto mettendosi al servizio dei più semplici, con discrezione e amore.
Fu proprio in questo cammino, fatto di piccoli gesti e di grande autenticità, che maturò la sua vocazione. Una chiamata che non nacque improvvisamente, ma che si radicò nel tempo, alimentata da un impegno costante e da una profonda interiorità. Quando scelse la vita religiosa, quella decisione apparve come il naturale compimento di un percorso già tracciato: una consacrazione totale che avrebbe custodito e amplificato lo stesso spirito di servizio e di dono. Il 12 settembre 1958, a Città di Castello, prese i voti assumendo il nome di Arcangela, segnando l’inizio di un cammino di consacrazione vissuto con fedeltà, umiltà e amore.
Nel 1979 arrivò a Sassari, dove per lungo tempo fu presenza silenziosa ma significativa tra le Clarisse Cappuccine. La sua era una testimonianza fatta di piccoli gesti: una parola gentile, una preghiera condivisa, uno sguardo capace di accogliere e consolare.
Nel 2014, con la chiusura del convento dovuta alla mancanza di vocazioni, sembrò concludersi una stagione importante. Ma Madre Arcangela non smise di donarsi: due anni dopo, insieme a Suor Teresina, tornò nel centro storico della città per continuare a vivere accanto ai più umili, offrendo conforto, ascolto e vicinanza.
Chi l’ha incontrata la ricorda per la sua semplicità, la saggezza e una fede incrollabile, capace di portare pace nei cuori. Una presenza discreta, ma profondamente luminosa.
I Frati Cappuccini hanno condiviso anche una sua immagine in occasione della notizia della sua scomparsa: una fotografia che accompagna questo ricordo e che testimonia l’affetto e la stima verso una donna che ha donato tutta se stessa a Dio e agli altri. Oggi Sassari perde una madre spirituale, ma il suo esempio resta vivo. La sua vita, intrecciata di preghiera e carità, continua a parlare nel silenzio e nei gesti quotidiani di chi sceglie di amare.
Per lei si compie ora il giorno dell’incontro con il Signore, al quale ha dedicato tutta la sua esistenza.
Antonella Sedda
