Cresce la tensione nel sud del Libano e aumenta la preoccupazione anche per i militari italiani della Brigata Sassari impegnati nella missione UNIFIL.
In una nota diffusa il 12 aprile, UNIFIL denuncia gravi episodi che hanno coinvolto i caschi blu, riferendo che “in due occasioni, nella stessa giornata, soldati delle Israel Defense Forces hanno urtato veicoli UNIFIL con un carro armato Merkava”, causando in un caso “danni significativi”. I militari israeliani avevano inoltre “bloccato una strada a Bayada utilizzata per l’accesso alle postazioni ONU”.
Negli ultimi giorni, si legge nel comunicato, si sono registrati anche spari di “avvertimento” da parte delle forze israeliane, che hanno “colpito e danneggiato mezzi chiaramente identificabili come appartenenti a UNIFIL”. In un episodio, “un colpo è caduto a circa un metro da un peacekeeper sceso dal proprio veicolo”.
La missione ONU segnala inoltre “blocchi ripetuti alla libertà di movimento dei caschi blu” e la distruzione, dall’inizio di aprile, di “telecamere di sicurezza presso il quartier generale di Naqoura e in altre cinque postazioni lungo la Blue Line, da Ras Naqoura a Maroun al-Ras”. In un ulteriore episodio, “sono state imbrattate le finestre del varco pedonale del quartier generale, compromettendo la visibilità verso l’esterno”.
UNIFIL sottolinea che tali azioni sono “incoerenti con gli obblighi di Israele previsti dalla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni.
