La Sardegna si prepara ad accogliere un evento di grande rilievo nel panorama turistico internazionale: la prima edizione della “Borsa Internazionale del Turismo UNESCO in Sardegna”. Un appuntamento che rappresenta un’importante occasione di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e archeologico dell’isola.
L’iniziativa, annunciata nei mesi scorsi dall’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu in occasione della BIT di Milano, prende ora forma concreta con la pubblicazione dell’avviso pubblico per la selezione degli operatori turistici che prenderanno parte all’evento in qualità di sellers.
La manifestazione si svolgerà dal 17 al 19 giugno 2026 ad Olbia, negli spazi del Museo civico, e si articolerà in un ricco programma di attività. Sono previste conferenze e presentazioni dedicate al turismo culturale e ai siti riconosciuti dall’UNESCO, oltre a sessioni operative B2B che metteranno in contatto circa 40 buyers internazionali con oltre 100 operatori del settore.
Un momento particolarmente significativo sarà rappresentato dalla giornata conclusiva, durante la quale i partecipanti potranno prendere parte a educational tour alla scoperta di alcuni tra i più affascinanti siti archeologici della Sardegna: dalle suggestive Domus de Janas ai maestosi Nuraghi, dalle Tombe dei Giganti ai misteriosi Pozzi sacri. Un viaggio immersivo nella storia millenaria dell’isola, capace di coniugare cultura, identità e attrattività turistica.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di rafforzare il posizionamento della Sardegna come destinazione di eccellenza nel turismo culturale internazionale, valorizzando i suoi siti riconosciuti dall’UNESCO e creando nuove opportunità di sviluppo per gli operatori del settore.
Gli interessati potranno presentare la propria candidatura attraverso la piattaforma SIPES entro il 27 aprile 2026.
Un evento che si preannuncia come una vetrina prestigiosa per l’isola, capace di mettere in luce le sue radici più profonde e di aprire nuove prospettive per un turismo sostenibile e di qualità.
Antonella Sedda
