Sassari, 10 aprile 2026 – Sciopero generale del personale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari il prossimo 29 maggio. A proclamarlo sono le Organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, UIL FP, RSU aziendale, FP CGIL Medici, CISL Medici, ANAAO, ASSOMED, CIMO, FASSID, AAROI EMAC e FVM SMI, che annunciano l’astensione dal lavoro per l’intera giornata, su tutti i turni, coinvolgendo sia la dirigenza sia il comparto.
La decisione, spiegano i sindacati, è maturata al termine di un’assemblea “estremamente partecipata”, con un’adesione “ben oltre le aspettative” e un voto unanime del personale, dopo l’esito negativo delle procedure di raffreddamento dei conflitti svolte in Prefettura.
Durante lo sciopero saranno garantiti esclusivamente i servizi minimi essenziali, nel rispetto delle normative vigenti e degli accordi nazionali di settore.
Alla base della mobilitazione, secondo quanto riferito dalle sigle sindacali, vi è una situazione giudicata “non più sostenibile”, caratterizzata da criticità contrattuali, economiche e organizzative che penalizzano il personale dell’AOU di Sassari.
Tra i principali motivi di protesta, i sindacati indicano il mancato pagamento del premio di risultato relativo agli anni 2023 e 2024, il blocco delle procedure per il 2025, la cancellazione unilaterale di ore di lavoro in plus orario e i ritardi nella consegna dei buoni pasto previsti dalla normativa.
Le organizzazioni denunciano inoltre la mancata attivazione di istituti contrattuali fondamentali, come la commissione paritetica per l’organizzazione e l’innovazione, e l’assenza di percorsi concreti per stabilizzazioni e nuove assunzioni, ritenuti indispensabili per garantire i livelli essenziali di assistenza.
Particolarmente critica, secondo i sindacati, è la situazione legata al blocco dei fondi contrattuali del comparto, che ha comportato la mancata erogazione delle progressioni economiche (DEP) per il 2024 e il 2025 e della produttività 2024, con il rischio di ulteriori ritardi anche per il 2025. A questo si aggiunge la mancata certificazione degli accordi sindacali già sottoscritti, che “impedisce di fatto la distribuzione delle risorse e paralizza completamente la contrattazione integrativa”.
Sul fronte del comparto, le sigle sottolineano come i tavoli di confronto avviati a livello regionale con la Presidenza della Regione, la Direzione AOU, il Collegio sindacale e le organizzazioni sindacali si siano rivelati “del tutto inconcludenti”, senza individuare soluzioni alla mancata certificazione degli accordi.
“Si tratta di una situazione senza precedenti nel contesto regionale – evidenziano – che nega diritti contrattuali già maturati e impedisce qualsiasi prospettiva di valorizzazione economica e professionale del personale”.
Le criticità contrattuali, proseguono i sindacati, si intrecciano con una situazione organizzativa complessa, segnata da una programmazione regionale ritenuta carente e dall’assenza di un reale confronto con le parti sociali sulle scelte strategiche.
Preoccupazione viene espressa anche per il rischio di riduzione dei posti letto per acuti nel territorio, che potrebbe aumentare ulteriormente la pressione assistenziale sull’AOU di Sassari, già alle prese con sovraffollamento e carenza di personale.
Il modello organizzativo attuale viene definito “sempre più fondato su logiche emergenziali”, con reparti sotto organico, turni gravosi, carichi assistenziali elevati e un crescente fenomeno di stress lavoro-correlato, che starebbe determinando una progressiva fuoriuscita di professionisti dal sistema pubblico.
Le organizzazioni sindacali denunciano inoltre l’utilizzo improprio di strumenti come la pronta disponibilità e le prestazioni aggiuntive, ormai diventati prassi ordinaria.
“Questa situazione non è più tollerabile – affermano con forza – e il personale non è più disposto a farsi carico di ritardi, inefficienze e mancate scelte politiche”.
Lo sciopero del 29 maggio viene quindi indicato come “una prima, forte risposta collettiva” per rivendicare il rispetto dei diritti, lo sblocco delle risorse contrattuali e il ripristino di corrette relazioni sindacali.
I sindacati annunciano infine che nei prossimi giorni saranno valutate ulteriori iniziative di mobilitazione, sia a livello territoriale che regionale, per sollecitare un intervento urgente da parte della Regione Sardegna.
“È arrivato il momento che la Regione batta un colpo – concludono –. Non sono più accettabili silenzi, rinvii o soluzioni interlocutorie. Che i lavoratori, definiti ‘eroi’ durante l’emergenza Covid, non abbiano ancora ricevuto quanto loro spettante rappresenta una vergogna che non può più essere tollerata”.
