Sassari, alta formazione sulla salute neuropsichica in età evolutiva: focus sull’integrazione tra sociale e sanitario

DiRedazione

10/04/2026

SASSARI, 10 aprile 2026 – È in corso a Sassari la giornata di alta formazione promossa dalla Asl 1 dal titolo “Integrare i percorsi di cura per la salute neuropsichica in età evolutiva, tra sociale e sanitario”.

Protagonista dell’incontro il professor Stefano Benzoni, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, docente all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, con una lunga esperienza clinica e di ricerca nel campo della salute mentale di bambini e adolescenti.

L’iniziativa, promossa dalla Struttura complessa di Neuropsichiatria Infantile della Asl di Sassari e da Ares Sardegna, punta a rafforzare i modelli di presa in carico integrata dei disturbi neuropsichici dell’età evolutiva, migliorando la collaborazione tra servizi sanitari, educativi e sociali.

Tra i temi affrontati figurano la complessità dei sistemi di cura nella salute mentale in età evolutiva, le sfide dell’integrazione tra sanità, scuola e servizi sociali, l’approccio TCOM (orientato alla costruzione condivisa dei percorsi di cura), l’utilizzo degli strumenti CANS e le strategie per potenziare l’integrazione sociosanitaria.

Il corso rappresenta un momento di aggiornamento per operatori e professionisti del settore, con l’obiettivo di fornire strumenti operativi utili a migliorare la qualità della presa in carico e la rete dei servizi.

L’incontro si è svolto nella sala conferenze del complesso sanitario di Rizzeddu, sotto il coordinamento della direttrice della SC di Neuropsichiatria Infantile e responsabile scientifica Salvatorica Manca, alla presenza del direttore sanitario della Asl di Sassari Vito La Spina, della direttrice dei servizi socio-sanitari Annarosa Negri, del direttore del Dipartimento di Salute Mentale Paolo Milia e del presidente dell’Ordine dei Medici Salvatore Lorenzoni.

Nel suo intervento, il professor Benzoni ha sottolineato la crescente pressione sui servizi: “Siamo di fronte a una sfida importante. Negli ultimi anni gli accessi alla neuropsichiatria infantile sono raddoppiati, così come l’utilizzo di psicofarmaci. La situazione è complessa e richiede strategie che riflettano questa complessità. L’integrazione tra sanitario e sociale è una questione di metodo e di modelli di cura. La collaborazione è la chiave per evitare che le famiglie si sentano sole nell’affrontare percorsi così delicati”.

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