Sull’altopiano di Perfugas, a circa 160 metri sul livello del mare, nel cuore autentico dell’Anglona, si estendono i diciotto ettari di Tenuta Damiano, di cui quattro dedicati alla vite. Un paesaggio discreto, lontano dai riflettori delle zone più note del vino isolano, dove la storia della famiglia Damiano affonda le radici in oltre mezzo secolo di lavoro e passione.
Era il 1968 quando Salvatore Damiano senior, conosciuto come “Foe”, decise di impiantare qui un piccolo vigneto. Una scelta che negli anni è diventata eredità e visione condivisa: prima con il figlio Pietro, poi con il nipote Salvatore, oggi alla guida della tenuta. Tre generazioni accomunate da un’idea semplice ma precisa di viticoltura, fondata sul rispetto del territorio e sulla continuità del gesto agricolo.
La produzione racconta questa evoluzione attraverso una gamma di sette etichette — tre vini rossi, due bianchi e due spumanti ottenuti con metodo artigianale — che nascono da vitigni come Tocai, Vermentino, Cannonau, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah e Sangiovese. Un mosaico varietale che riflette il carattere sperimentale della tenuta, sempre legato all’identità del luogo.
In vigna e in cantina, Tenuta Damiano coniuga tecniche moderne e attenzione ai cicli naturali: rese basse, vendemmia manuale e una costante ricerca della sostenibilità guidano ogni fase della produzione. Una filosofia che privilegia qualità e autenticità, rinunciando alle logiche intensive per restituire nel calice l’espressione più sincera del territorio.
Nella ospitale tenuta, Salvatore ci racconta dell’azienda oggi.
Salvatore, la vostra storia nasce nel 1968 con Salvatore Damiano senior, ‘Foe’, e arriva oggi alla terza generazione: quali insegnamenti o gesti della tradizione sente ancora vivi ogni giorno nel suo modo di fare vino? “Gli insegnamenti che ci ha lasciato mio nonno, e che oggi mio padre continua a ricordarmi, sono prima di tutto il rispetto per la terra, per le nostre viti e per la natura in generale: se le rispetti, ti ripagano sempre. Per questo il nostro motto è ‘innovazione nella tradizione’, un modo per guardare avanti senza dimenticare mai le nostre radici.”
La tenuta è nel cuore dell’Anglona, un territorio meno raccontato rispetto ad altre zone della Sardegna: come si traduce questo paesaggio nei vostri vini e quale storia vorreste far conoscere a chi li assaggia per la prima volta? “L’Anglona è un territorio ancora tutto da scoprire, ricco di storia che merita di essere vista e raccontata. Proprio per questo cerchiamo di produrre vini capaci di durare nel tempo, che sappiano esprimere non solo il carattere di questa terra, ma anche la storia della nostra piccola azienda.”
Patrizio Saba
