Si continua a fare tanto per chi viene da fuori, ma per i sardi è ormai più caro volare su una tratta nazionale che su una internazionale. È questa la denuncia netta del Coordinatore Metropolitano di Sardegna al Centro 2020, Manuel Alivesi, che interviene con forza sulla crisi dei trasporti da e per l’isola.
Una situazione che, secondo Alivesi, ha ormai superato ogni livello di tollerabilità e che colpisce direttamente i cittadini sardi, in particolare gli studenti universitari e il sistema produttivo. «Gli studenti fuori sede sono ostaggio di tariffe insostenibili, voli insufficienti e totale incertezza negli spostamenti. Tornare a casa, soprattutto nei momenti più importanti dell’anno, è diventato un lusso. Questo rappresenta una grave violazione del diritto allo studio e della parità di opportunità».
Ma il problema non riguarda solo i giovani. Anche le imprese, sottolinea il coordinatore, stanno pagando un prezzo altissimo. «Il trasporto delle merci è fuori controllo, i costi logistici sono insostenibili e le aziende sarde operano in condizioni di svantaggio rispetto al resto del Paese. È un freno concreto allo sviluppo economico della Sardegna». Nel mirino anche le recenti scelte della Regione. «Prendiamo atto degli sforzi della Giunta guidata da Alessandra Todde nella promozione di nuovi collegamenti internazionali, in particolare dallo scalo dell’Aeroporto di Olbia Costa Smeralda verso gli Stati Uniti. Tuttavia, queste iniziative, pur utili sul piano dell’immagine, risultano scollegate dalle esigenze quotidiane dei sardi».
Alivesi evidenzia il paradosso: «Non è accettabile guardare ai voli intercontinentali quando non si riesce a garantire collegamenti dignitosi con la penisola italiana. La priorità deve essere la continuità territoriale, non operazioni di facciata». Da qui la richiesta di un intervento immediato da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Servono misure urgenti e concrete: tariffe realmente calmierate per residenti e studenti, aumento dei voli durante tutto l’anno, certezza dei collegamenti e un sistema efficiente per il trasporto delle merci».
Un appello chiaro che si chiude con un messaggio altrettanto diretto: «La continuità territoriale non può essere uno slogan. È un diritto che deve essere garantito con serietà e responsabilità. La Sardegna non può più aspettare».
