A Serdiana riflettori puntati su biodiversità e saperi tradizionali con “Il Giardino dei Saperi”

DiRedazione

30/03/2026

A Serdiana una mattinata di confronto tra biodiversità, memoria e saperi tradizionali: partecipazione e interesse per “Il Giardino dei Saperi”

Si è svolta lo scorso sabato a Serdiana, nei locali della Casa Museo di via XX Settembre, l’iniziativa pubblica dal titolo “Il Giardino dei Saperi – Erbe, memorie e cure della comunità di Serdiana”, appuntamento dedicato al rapporto tra comunità, territorio, biodiversità e conoscenze tradizionali.

Il convegno-dibattito, promosso dal Comune di Serdiana in collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari e con l’organizzazione dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, ha rappresentato per il territorio del Parteolla un importante momento di approfondimento e confronto su un tema che intreccia cultura, ambiente, ricerca scientifica e identità locale. Al centro della mattinata, il valore dell’etnobotanica come punto di incontro tra sapere popolare e studio accademico, tra memoria collettiva e prospettive future legate alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio naturale.

Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Serdiana Maurizio Cuccu, che ha presentato e illustrato ai presenti il senso dell’iniziativa e il percorso avviato dall’amministrazione comunale di Serdiana per promuovere il patrimonio naturale e culturale del territorio. Il suo intervento ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare il legame tra comunità e ambiente, riconoscendo nel patrimonio locale una risorsa strategica da custodire e valorizzare.

A seguire è intervenuto l’assessore all’Agricoltura del Comune di Serdiana Paolo Mura, che ha ribadito il valore del progetto come esperienza capace di mettere in relazione memoria e innovazione, trasformando i saperi tradizionali legati alle piante in un’occasione di studio, consapevolezza e sviluppo. Nel suo contributo ha evidenziato come il patrimonio agricolo e rurale continui a rappresentare un elemento centrale nell’identità di Serdiana e una base concreta su cui costruire nuove opportunità, anche attraverso la ricerca, l’educazione ambientale e modelli di sostenibilità legati al territorio.

Nel corso della mattinata è intervenuto anche il consigliere regionale Michele Ciusa, che ha proposto una riflessione sul significato e sulla portata della normativa regionale in materia di tutela della biodiversità, soffermandosi sulle potenzialità che strumenti legislativi e politiche pubbliche possono avere nel sostenere i territori impegnati nella conservazione e nella valorizzazione delle proprie risorse ambientali e culturali.

Ampio spazio è stato dedicato poi ai contributi scientifici delle studiose e degli studiosi dell’Università degli Studi di Cagliari, che hanno approfondito il tema da diverse prospettive. Andrea Maxia, professore di Biologia farmaceutica, ha richiamato l’attenzione sull’importanza della tutela e della promozione del patrimonio etnobotanico, sottolineando il valore delle conoscenze tradizionali legate alle piante spontanee. Cinzia Sanna, professoressa di Biologia farmaceutica, ha affrontato il rapporto tra specie vegetali spontanee, salute e alimentazione, evidenziando il legame tra tradizione d’uso e interesse scientifico. Emma Cocco, research fellow del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente, ha proposto una riflessione sul futuro sostenibile delle piante medicinali e alimentari, con particolare attenzione al passaggio dal selvatico al coltivato. A chiudere gli interventi è stata Roberta Lai, curatrice del Museo Herbarium di Cagliari, che ha dedicato il suo contributo al valore della memoria etnobotanica e al ruolo dell’erbario come strumento di conservazione, studio e trasmissione del sapere.

L’iniziativa ha confermato la volontà di costruire attorno a questi temi un percorso condiviso, capace di coinvolgere non solo studiosi e istituzioni, ma anche la cittadinanza, chiamata a riconoscere nei saperi tradizionali e nelle memorie locali non un’eredità da relegare al passato, ma una risorsa viva, da conoscere, custodire e reinterpretare in funzione del futuro.

Nel corso della mattinata non sono mancati anche i momenti di incontro informale e confronto diretto tra pubblico, relatori e rappresentanti istituzionali, a partire dal coffee break di metà mattina fino al lunch conclusivo, che ha chiuso i lavori in un clima di condivisione e partecipazione.

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