Olbia, 11 mar. – “Basta con la guerra delle nomine. I cittadini e i lavoratori non possono pagare il prezzo degli scontri di partito”. Lo affermano la CISL Gallura e la CISL FP Gallura in un comunicato congiunto firmato dai segretari Bruno Brandano e Vittorio Masu.
I sindacati denunciano “una nomina del Direttore Generale dell’ASL Gallura ancora avvolta nell’incertezza, trascinata nei tribunali e ostaggio di uno scontro tutto politico all’interno della coalizione di governo regionale” e aggiungono: “Non possiamo tacere di fronte a questa situazione: la nostra sanità ha già troppi problemi strutturali per reggere anche il peso dell’instabilità istituzionale e della conflittualità politica che da mesi si abbatte su di essa”.
Nel comunicato si ricorda che “il 4 agosto 2025 fu firmato a Cagliari un accordo importante tra le organizzazioni sindacali confederali e la Presidenza della Regione Sardegna”, sottolineando come quel Protocollo “sanciva l’impegno reciproco a costruire relazioni sindacali strutturate e permanenti e a produrre risultati concreti per la sanità pubblica sarda”, ma evidenziando che “oggi, a sette mesi da quella firma, ci troviamo invece di fronte a un quadro che contraddice lo spirito di quell’intesa”.
Brandano e Masu evidenziano che “dopo la decisione che ha rimesso in discussione il quadro delle nomine e dopo settimane di ritardi, tensioni e contrapposizioni, l’ASL Gallura continua a vivere una condizione di incertezza che impedisce una piena operatività della governance aziendale” e che “anche la nomina formalizzata nelle scorse settimane, anziché chiudere il capitolo dell’incertezza, ha aperto un’ulteriore fase di contenzioso e di scontro”.
“Quello che stiamo osservando è sotto gli occhi di tutti: una lotta interna alla politica che ha trasformato le nomine ai vertici sanitari in terreno di scontro”, proseguono, ribadendo che “la sanità non è una preda da spartire tra partiti. È un diritto fondamentale dei cittadini”.
Nel testo si sottolinea inoltre che “a pagare il prezzo di tutto questo sono le persone fragili, gli anziani, le famiglie, e soprattutto chi lavora quotidianamente nei reparti, nei pronto soccorso, nei servizi territoriali” e si denuncia come “lo stato di incertezza gestionale sta di fatto bloccando il bando dei Differenziali Economici Professionali (DEP)”, con “fondi già destinati al personale che però non vengono erogati”.
“Risorse che non tornano indietro — rimangono vincolate ai lavoratori — ma che restano ferme, inaccessibili”, evidenziano i sindacati, chiedendo che “lo sblocco dei DEP sia tra le prime azioni concrete della direzione aziendale appena insediata”.
Guardando alla stagione estiva, CISL Gallura e CISL FP Gallura ricordano che “la Gallura non è un territorio sanitario ordinario” e che “con l’arrivo della stagione estiva, la popolazione presente sul territorio cresce in modo rilevantissimo per effetto del turismo”, con servizi sanitari chiamati a gestire “un aumento consistente della domanda”.
“Tra poche settimane quella stagione inizierà. E l’ASL Gallura rischia di affrontarla ancora una volta senza una leadership aziendale stabile, pienamente legittimata e operativa. Questo è inaccettabile”, avvertono, sottolineando che “il rischio non è teorico. È concreto, quotidiano, e riguarda direttamente la salute delle persone”.
Da qui l’appello: “Non è più il momento delle tattiche, delle assenze, dei rinvii, dei ricorsi e delle guerre di posizione. È il momento della responsabilità”.
I sindacati chiedono quindi “che il nodo della direzione generale dell’ASL Gallura venga definito e reso pienamente operativo senza ulteriori rinvii”, “che tutte le forze politiche smettano di usare la sanità come terreno di conflitto”, “che la Regione e le istituzioni territoriali garantiscano, in vista della stagione estiva, un piano straordinario per la Gallura” e “che vengano rispettati nella sostanza, e non solo nelle dichiarazioni, gli impegni assunti con il Protocollo del 4 agosto 2025”.
“La Gallura merita una sanità che funzioni. I suoi cittadini e i suoi lavoratori lo meritano. E lo chiedono adesso”, concludono Bruno Brandano e Vittorio Masu
