C’è una storia che merita di essere raccontata, perché parla di musica, ma soprattutto di forza e speranza. È quella di Beatrice Luciano, 9 anni, originaria di Ozieri, protagonista in questi giorni delle semifinali e finali italiane del Sanremo Junior.
Il suo percorso è iniziato il 7 dicembre 2025, quando ha partecipato alle selezioni svoltesi presso il Palazzo Baronale di Sorso, unica tappa in Sardegna del concorso internazionale dedicato ai giovani talenti dai 6 ai 15 anni. L’evento, organizzato in collaborazione con il Narnia Festival, ha rappresentato per tanti bambini sardi una preziosa occasione per accedere alle fasi nazionali. E Beatrice, con la sua voce e la sua determinazione, è riuscita a distinguersi, conquistando l’accesso alla fase successiva.
Oggi quel sogno la porta fino al prestigioso Teatro dell’Opera del Casinò Municipale di Sanremo, dove nella giornata odierna e domani, 21 marzo si svolgono semifinali e finale. Ad accompagnarla in questa importante esperienza ci sono i suoi genitori e la sorellina Laura, presenza affettuosa e fondamentale in un momento così speciale.
Ma il viaggio di Beatrice ha un significato ancora più profondo. In questi giorni si trova a Genova, città che per lei rappresenta molto più di una semplice tappa. In passato, infatti, è stata ricoverata presso l’Istituto Giannina Gaslini a causa di problemi di salute. Tornarci oggi, per inseguire un sogno e vivere un’esperienza così bella, assume il valore di una vera e propria rivincita. È la dimostrazione che, anche dopo momenti difficili, si può tornare a sorridere e a guardare avanti con fiducia. La musica, in questo caso, diventa non solo passione, ma anche cura dell’anima e forza per ripartire. Beatrice porta con sé non solo il suo talento, ma anche l’orgoglio della sua comunità, che la segue con affetto. E comunque vada, il suo è già un traguardo importante: quello di aver trasformato una prova della vita in un nuovo inizio, fatto di note, emozioni e speranza.
Una giovane voce che racconta molto più di una canzone. E mentre le luci del palco si accendono e il silenzio si fa attesa, Beatrice porta con sé molto più di una canzone. Porta un cammino fatto di ostacoli superati, di sogni custoditi con cura e di una forza che, silenziosa, è diventata voce.
In quella voce c’è il battito di un cuore giovane che non ha smesso di credere, c’è l’abbraccio della sua famiglia, c’è il ritorno in una città che oggi non fa più paura, ma profuma di rinascita.
E allora, comunque vada, la sua musica ha già vinto: perché nasce dalla vita vera, quella che cade e si rialza, quella che soffre e poi fiorisce.
Come una nota che resta nell’aria, anche dopo che il canto finisce.
Antonella Sedda
