La Maddalena. I disagi di un’isola: giovani, droga, risse, tensioni familiari, difficoltà economiche

DiRedazione Web A

13/03/2026

Dietro l’immagine turistica e una dimensione apparentemente tranquilla di La Maddalena emerge una realtà sociale più articolata e, per alcuni aspetti, assai problematica. Notizie giornalistiche e social riportano non solo le drammatiche notizie degli ultimi giorni ma anche e da tempo, segnali di disagi, anche forti, che attraversano diverse fasce della popolazione, dai più giovani agli adulti, e che non possono essere ricondotti soltanto a difficoltà economiche o occupazionali.

Negli ultimi tempi sono diversi gli indicatori di una tensione sociale crescente. Il consumo di droga, ad esempio, non riguarda soltanto gruppi marginali ma coinvolge anche minorenni e giovani adulti. Dalle sostanze cosiddette leggere fino a quelle più pesanti, il fenomeno emerge con una certa frequenza nelle operazioni delle forze dell’ordine. Accanto a questo si registra anche un consumo di alcol sempre più precoce, che interessa anche giovanissimi e adolescenti.

Piccoli gruppi di teppismo giovanile e risse — spesso per motivi banali — raccontano un disagio che affiora, senza dimenticare qualche episodio di bullismo.

Ma i segnali di fragilità non si fermano alle nuove generazioni. Sempre più spesso le cronache registrano casi riconducibili ai cosiddetti “codici rossi”: maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, minacce e violenze domestiche. Secondo stime informali, nello scorso anno si sarebbero registrati almeno una trentina di episodi legati a violenze familiari, stalking, fino alla diffusione illecita di materiale sessualmente esplicito.

A ciò si aggiungono conflitti quotidiani che attraversano la vita della comunità: liti condominiali, tensioni tra vicini e parenti, querele e denunce anche per motivi apparentemente futili. Segnali che sembrano indicare una progressiva erosione dei tradizionali legami sociali e familiari.

Le cause appaiono molteplici. Da un lato le difficoltà economiche legate a un’economia fortemente stagionale, dall’altro i cambiamenti culturali, la mentalità permissivista dilagante, la disgregazione delle famiglie, sono tra le cause che hanno progressivamente modificato equilibri e punti di riferimento, anche affettivi. A questo si aggiunge una percezione diffusa di carenza di presidi istituzionali: la stazione dei Carabinieri conta pochi uomini come il corpo di Polizia Locale che, oltretutto, opera da tempo senza un comandante.

Una certa situazione di malessere emerge anche porgendo l’orecchio alle conversazioni che si svolgono nei luoghi della socialità quotidiana — supermercati, bar, uscita scuole, palestre, mercatino — e soprattutto sui social network, dove commenti e discussioni su fatti o questioni, importanti o meno, a volte anche banali, diventano spesso occasione e specchio di tensioni e disagi, personali e collettivi, che sfociano troppo spesso, in offese ed oltre.

Manca al momento tuttavia un quadro più preciso e dettagliato della situazione ovvero manca un’indagine strutturata sulle condizioni socioeconomiche e non, di questa comunità. L’ultima di questo tipo risale al lontano 2010, su dati statistici e rilievi dell’anno precedente. Da allora, sono passati oltre 16 anni nel corso dei quali molto è cambiato: nei modelli familiari, nelle abitudini dei giovani, nelle dinamiche economiche e nel ruolo dei social media nella vita quotidiana. Comprendendo condizioni e dinamiche socioeconomico attuali sarà possibile individuare strumenti e politiche adeguate per affrontare le radici di un disagio che, sempre più spesso, affiora nella vita isolana. CR

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