Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e false assunzioni: 29 indagati

DiRedazione

11/03/2026

SASSARI, 11 MAR – Utilizzavano persino le credenziali di imprenditori deceduti da anni per accedere alle banche dati e procedere con false assunzioni di cittadini stranieri attraverso l’applicativo “Spi 2.0” del Ministero dell’Interno.

Sono ventinove le persone indagate a Sassari con le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sostituzione di persona, utilizzo di atti falsi, detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Sassari e condotte dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, in collaborazione con i funzionari dello Sportello Unico per l’Immigrazione (SUI) dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Sassari, si sono svolte tra il 2022 e il 2025. Gli investigatori hanno esaminato le istanze presentate nel capoluogo turritano nell’ambito della programmazione dei flussi d’ingresso dei lavoratori extracomunitari tramite la piattaforma ministeriale.

Complessivamente sono state controllate 3.372 richieste: il 55% è stato rigettato dallo Sportello SUI. Tra queste, l’84% è stato respinto per assenza dei requisiti previsti, mentre il restante 16% è stato revocato a seguito di irregolarità. Proprio su queste ultime pratiche si è concentrata l’attenzione degli investigatori.

Gli accertamenti hanno permesso di scoprire che 291 istanze presentate a Sassari e ulteriori 965 inoltrate in altre province italiane sarebbero state trasmesse in modo fraudolento dagli indagati. Questi ultimi, sostituendosi a imprenditori ignari del territorio — titolari di aziende nei settori agricolo, edile e turistico-ricettivo — avrebbero tentato di favorire l’ingresso in Italia di altrettanti lavoratori stranieri, in gran parte provenienti da Paesi dell’Asia meridionale e dell’Africa.

Senza i controlli effettuati dai militari, le domande revocate avrebbero potuto rientrare nelle quote disponibili, con la conseguente emissione dei nulla osta per l’ingresso in Italia.

Vittime del raggiro sarebbero stati gli stessi lavoratori stranieri, disposti a lasciare il proprio Paese e i propri affetti nella speranza di un’occupazione e di un alloggio che, una volta giunti in Italia, non avrebbero mai trovato.

error: Contenuto protetto