TEMPIO PAUSANIA – La situazione dell’ospedale “Paolo Dettori” è “drammatica” e la sanità del territorio “non può funzionare solo a Carnevale”. È la denuncia contenuta in una nota della FP CGIL Nord Sardegna e della UIL FPL Sardegna.
Secondo i sindacati, Paolo Dettori e Jessica Cardia per la FP CGIL e Augusto Ogana, Vito Langiu e Massimo Puddu per la UIL FPL, con il primario di Ortopedia in partenza e reparti già sotto organico, “non è chiaro quali servizi potranno essere garantiti ai cittadini”, già penalizzati e costretti a un esodo verso i presidi di Olbia, Ozieri e Sassari, né “quali saranno le condizioni di lavoro” per il personale sanitario, già oggi impegnato in turni definiti “massacranti” a causa delle carenze di organico e strutturali.
Nel comunicato si richiama quanto avvenuto durante il Carnevale, quando – riferiscono le organizzazioni sindacali – il sindaco si è recato personalmente al Pronto Soccorso chiedendo “ulteriori sacrifici al personale” affinché i servizi funzionassero durante la sei giorni di eventi. “Grazie all’impegno straordinario di medici, infermieri e operatori, la radiologia ha garantito prestazioni anche di notte”, ma, terminata la manifestazione, “tutto è tornato come prima” e il servizio risulta chiuso nelle ore notturne per l’assenza di tecnici.
I sindacati evidenziano che chi necessita di esami diagnostici durante la notte “deve recarsi a Olbia accompagnato da un infermiere in ambulanza”. Una situazione che comporta ulteriori difficoltà operative: mentre l’infermiere accompagna il paziente, il servizio di emergenza deve essere coperto con prestazioni aggiuntive e risulta quindi in sofferenza.
FP CGIL e UIL FPL si chiedono quindi perché la Regione non intervenga, anche attraverso un ulteriore interessamento del sindaco, affinché ARES – accusata di continuare a bloccare le assunzioni e il reperimento delle risorse umane – bandisca concorsi specifici per i presidi del Nord Sardegna e in primo luogo per Tempio. Le organizzazioni sottolineano inoltre che alcune professionalità sarebbero disponibili “se i contratti proposti fossero decenti”.
“Chiedere continuamente ai lavoratori di fare miracoli non è leadership: è scaricare le responsabilità sui più deboli, mentre ARES e la politica restano immobili”, affermano i sindacati, ribadendo che “i cittadini hanno diritto all’assistenza sanitaria tutti i giorni, non solo quando c’è una festa in programma”.
