OLBIA – Nuovo allarme dei sindacati sulla sanità gallurese e, in particolare, sull’ospedale “Paolo Merlo” di La Maddalena. La FP CGIL Nord Sardegna e la UIL FPL hanno inviato una nota al Prefetto, alla Presidente della Regione, all’Assessore regionale alla Sanità e ai vertici della ASL Gallura per denunciare la paventata sospensione dei ricoveri ordinari nella struttura maddalenina e chiedere un incontro urgente alla Regione.
Secondo le organizzazioni sindacali, “tale decisione comporterebbe gravi ripercussioni sul diritto alla salute dei cittadini e sulla stabilità dell’intero presidio ospedaliero”, con il rischio che i pazienti vengano trasferiti verso l’ospedale di Olbia, già in affanno per i carichi assistenziali e le criticità organizzative, e un conseguente aggravamento della situazione complessiva.
Nel documento si evidenzia che la sospensione dei ricoveri renderebbe impossibile “gestire in loco pazienti acuti o stabilizzati affetti da insufficienze respiratorie, scompensi cardiaci, sepsi e patologie chirurgiche”, determinando un aumento dei costi e dei disagi sia per l’utenza sia per l’organizzazione sanitaria.
I sindacati sottolineano inoltre il progressivo ridimensionamento della struttura, con la riduzione dei posti letto per ricoveri ordinari e il calo complessivo dei ricoveri registrato negli ultimi anni, a fronte di un presidio che continua a rappresentare un punto di riferimento per il territorio per numero di accessi e gestione dei casi ad alta criticità.
Ulteriori difficoltà vengono segnalate nella gestione dell’emergenza, “resa ancora più complessa dalla carenza di autisti di ambulanza e dalla necessità di rafforzare l’organico infermieristico”, una situazione che inciderebbe pesantemente sull’assistenza durante i trasferimenti dei pazienti.
Alla luce di tali criticità, le organizzazioni sindacali — nella nota a firma per la FP CGIL Nord Sardegna, dal segretario Paolo Dettori e da Myriam Pastorino, segretaria FP Cgil medici e Jessica Cardia, segretaria Nord Sardegna e, per la UIL FPL, dal coordinatore Vito Langiu e dai dirigenti sindacali Augusto Ogana e Massimo Puddu — chiedono un confronto immediato con la Presidente della Regione e con i vertici sanitari regionali e territoriali “al fine di scongiurare tale paventata ipotesi e tutelare il diritto alla salute delle comunità interessate”.
