Nuovo grido d’allarme sulla sanità gallurese. A lanciarlo è Alessandro Cordella, consigliere di minoranza del Consiglio comunale di Tempio Pausania, che denuncia la perdita del primario della Struttura di Ortopedia del Presidio Ospedaliero “Paolo Dettori”, il dottor Mauro Pianezzi, interpretandola come l’ennesimo segnale di un progressivo ridimensionamento dell’ospedale cittadino.
Secondo Cordella, il presidio tempiese sarebbe vittima di uno smantellamento lento ma costante, fatto di reparti indeboliti, servizi ridotti e professionalità che scelgono di trasferirsi altrove. Un processo che, a suo dire, si consumerebbe “pezzo dopo pezzo, servizio dopo servizio, primario dopo primario”, fino a compromettere in modo irreversibile l’offerta sanitaria del territorio.
Il consigliere punta il dito contro quella che definisce “la politica dell’apparire”, accusata di privilegiare inaugurazioni e rassicurazioni formali rispetto a interventi concreti a tutela delle strutture esistenti. Nel mirino anche i vertici della Conferenza socio-sanitaria gallurese, ritenuti non abbastanza incisivi nella difesa del presidio tempiese.
Cordella richiama inoltre un precedente ritenuto emblematico: la progressiva chiusura del reparto di Otorinolaringoiatria, un tempo considerato un’eccellenza regionale. La perdita del primario Corrado Bozzo, ricorda il consigliere, avrebbe segnato l’inizio di un declino che l’impegno del personale rimasto non è riuscito ad arrestare.
Uno scenario che, secondo l’esponente della minoranza, rischierebbe ora di ripetersi non solo per l’Ortopedia ma anche per altri servizi strategici, come il Pronto Soccorso. Nel suo intervento Cordella descrive un meccanismo che porterebbe, nel tempo, al declassamento dei reparti: prima la perdita della figura apicale, poi la riduzione del “peso politico” della struttura, quindi il trasferimento del personale verso altri presidi e, infine, la trasformazione del reparto in semplice ambulatorio.
Alla base del fenomeno vi sarebbe anche la difficoltà, per medici qualificati, di scegliere di restare in strutture percepite come in progressiva dismissione, con carichi di responsabilità elevati e minori garanzie operative.
Cordella attribuisce quindi precise responsabilità alla politica locale, accusata di immobilismo e di non aver saputo contrastare la fuga di professionalità e competenze. Una situazione che, a suo giudizio, non avrebbe solo conseguenze sanitarie, ma anche ricadute occupazionali ed economiche sull’intero territorio dell’Alta Gallura.
Nel suo appello, il consigliere invita i cittadini a riflettere sul futuro dei servizi sanitari osservando la quotidianità che ruota attorno all’ospedale, situato in un’area ad alta presenza scolastica. Studenti e famiglie, simbolo delle nuove generazioni, diventano nell’immagine evocata da Cordella il riferimento di una domanda cruciale: quale assistenza sanitaria potrà garantire il territorio ai suoi giovani nel prossimo futuro?
Un interrogativo che, nelle parole del consigliere, esprime preoccupazione e amarezza per una situazione ritenuta in costante peggioramento e che riaccende il dibattito sul futuro della sanità nel nord Sardegna.
