Sassari, presentato il progetto WIP – Work in POLISS per la rigenerazione del Centro POLISS

DiRedazione

24/02/2026

SASSARI, 24 FEB – Si è tenuta oggi, martedì 24 febbraio, presso il Centro POLISS di via Baldedda 15 a Sassari, la conferenza stampa di presentazione di WIP – Work in POLISS, il progetto di rigenerazione urbana e sociale che interessa il Centro POLISS nel quartiere di Monte Rosello.

Il progetto è promosso da Officine Condivise, associazione di promozione sociale nata nel 2020, ed è sostenuto dalla Fondazione Baggi Sisini e dalla Fondazione con il Sud. Alla conferenza stampa sono intervenuti il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia, l’assessora alle Politiche, servizi di Coesione sociale e pari opportunità Lalla Careddu, Paola Salvadori, project manager di Officine Condivise, e Nasrin Mohiti Asli, architetta di Orizzontale, partner del progetto.

Nel corso dell’incontro è stato illustrato il percorso di rigenerazione urbana e sociale che prenderà forma negli spazi del Centro POLISS, attraverso attività laboratoriali e processi partecipativi, con l’obiettivo di costruire un modello di spazio condiviso e aperto alla comunità.

«La rigenerazione dei luoghi non può essere un processo asettico, ma deve coinvolgere cittadine e cittadini, a iniziare da coloro che abitano il quartiere e ne conoscono i problemi, ma anche le risorse, i desideri e gli obiettivi. Work in Poliss va nella giusta direzione perché consente di sperimentare nuovi strumenti di partecipazione attraverso la riqualificazione di un’area con il coinvolgimento della cittadinanza, a partire proprio dalla riscoperta del concetto di comunità».

Sulla stessa linea l’assessora Lalla Careddu:
«Attraverso questo progetto mettiamo il Centro Poliss, luogo di straordinarie potenzialità, a disposizione dell’intera comunità, facendo in modo che sia proprio chi vive il quartiere a ripensare questo spazio in stretta connessione con ciò che lo circonda e in assoluta coerenza con le esigenze di residenti e abituali frequentatori della zona».

Paola Salvadori ha evidenziato il ruolo centrale della dimensione laboratoriale del progetto:
«Immaginiamo il POLISS come un luogo in cui si costruisce e si impara facendo, attraverso percorsi di formazione e cantieri di autocostruzione. Ciò che rende questo progetto diverso è che qui è il contenuto a generare il contenitore: sono le persone, le attività e i percorsi a dare forma allo spazio, non il contrario. Per questo lavoriamo anche su un modello di gestione ibrido, tra pubblico e privato, e sull’istituzione del Tavolo Ri.So., come spazio stabile di confronto per costruire nel tempo visione, sostenibilità e continuità per il futuro del POLISS».

Sul valore dell’approccio progettuale e sul ruolo sociale dell’architettura è intervenuta anche Nasrin Mohiti Asli:
«Non si tratta solo di trasformare uno spazio fisico, ma di costruire un luogo aperto, accessibile e vivibile, capace di accogliere usi diversi e di adattarsi nel tempo. L’architettura, in questo senso, ha un ruolo sociale fondamentale: creare spazi che la comunità possa riconoscere come propri e utilizzare davvero nella vita quotidiana».

error: Contenuto protetto