«Non si tratta di uno strappo politico ma di una posizione di responsabilità». Così il segretario regionale del Pd, Silvio Lai, interviene sulla mancata partecipazione degli assessori dem alla seduta di Giunta sulle nomine dei direttori generali delle Asl di Cagliari e della Gallura.
«Gli assessori del Partito Democratico hanno assunto una scelta coerente con quanto già avvenuto nei mesi di aprile e dicembre: non partecipare a deliberazioni che presentano profili di incertezza giuridica non adeguatamente ponderati», si legge nella nota del Pd Sardegna. Le due aziende sanitarie interessate, viene spiegato, sono coinvolte in contenziosi ancora pendenti con direttori generali licenziati ad aprile, che non hanno rinunciato alle azioni giudiziarie nei confronti della Regione.
«Ad aprile abbiamo posto una questione giuridica, a dicembre abbiamo sostenuto nomine della presidente nelle aziende dove vi era piena sostenibilità legale, con ampia fiducia sulle rassicurazioni date dagli uffici. Oggi manteniamo la stessa linea perché tali rassicurazioni non ci sono. La coerenza non può essere a giorni alterni», afferma Lai.
Quanto alle ricostruzioni su presunte divisioni interne, il Pd replica che «non meritano commento se non che “una bugia se ripetuta due o più volte non diventa una verità”». «Il Pd discute al proprio interno, confronta posizioni diverse e poi assume una decisione unitaria. Questa è la nostra forza. A differenza di altri, abbiamo voci plurime che poi non si contraddicono. Abbiamo una sola linea politica, condivisa, che comunichiamo alla presidente», prosegue Lai.
«La sanità sarda non è terreno di prova per equilibri interni della coalizione come alcuni la stanno interpretando, ma il settore più delicato per la vita delle persone e per i conti della Regione, e non può reggere a lungo così. Il Pd continuerà a garantire rigore, trasparenza, competenza e un continuo ascolto. È questo il contributo che offriamo alla coalizione e, soprattutto, ai cittadini», conclude il segretario regionale dem.
