Paolo Fresu e l’Inno di Mameli: emozione e identità nella chiusura delle Olimpiadi Milano Cortina 2026

DiRedazione

23/02/2026

La musica, quando incontra la storia, diventa memoria. È ciò che è accaduto durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, quando il suono intenso e poetico della tromba di Paolo Fresu ha accompagnato l’esecuzione dell’Inno di Mameli, regalando al pubblico un momento di profonda emozione e di autentico sentimento nazionale.
Per l’artista sardo – musicista di fama internazionale e voce sensibile del jazz europeo – si è trattato di «una gioia e un onore », – come lui stesso ha scritto – vissuti non solo come interprete ma anche come cittadino. Sul palco, insieme al Coro e all’Orchestra della Fondazione Arena di Verona, la musica ha assunto una dimensione solenne e insieme intima, capace di unire tradizione e contemporaneità.
La versione proposta durante la cerimonia ha sorpreso per la sua intensità: un arrangiamento dal respiro lirico e teatrale, quasi verdiano, che ha amplificato la forza simbolica dell’inno italiano. Merito del direttore musicale Vittorio Cosma e dell’orchestratore Stefano Barzan, autori di una rilettura capace di coniugare rigore orchestrale e grande impatto emotivo.
L’esecuzione non è stata soltanto un momento musicale, ma un vero atto corale: voci, strumenti e sensibilità artistiche diverse unite in un’unica narrazione sonora. La tromba di Fresu, con il suo timbro riconoscibile e meditativo, ha saputo attraversare la solennità dell’inno senza retorica, trasformandolo in un racconto fatto di respiro, silenzio e appartenenza.


In un evento globale seguito da milioni di spettatori, la musica italiana ha mostrato ancora una volta la propria capacità di parlare al mondo attraverso la bellezza. E proprio in quella fusione tra orchestra sinfonica, coro e improvvisazione jazz si è manifestato il senso più profondo della serata: l’identità di un Paese che celebra sé stesso non solo nello sport, ma anche nella cultura.
A esprimere l’orgoglio della comunità è stata anche l’Amministrazione comunale di Berchidda, Paese natio di Fresu, che, attraverso un messaggio pubblicato sui canali social ufficiali del Comune, ha voluto rendere omaggio all’artista. Il Sindaco ha scritto:
«L’Amministrazione Comunale di Berchidda esprime il proprio orgoglio per Paolo Fresu, figura di riferimento nel panorama culturale nazionale e internazionale. La sua costante capacità di innovare, mantenendo saldo il legame con le radici, rappresenta un esempio di eccellenza che valorizza il nostro territorio e la Sardegna tutta. La recente reinterpretazione dell’Inno di Mameli, in occasione del gran finale dei Giochi Olimpici nell’Arena di Verona, conferma il suo ruolo di ambasciatore della creatività italiana, capace di coniugare tradizione e visione contemporanea. A Paolo Fresu va il nostro riconoscimento per il contributo offerto alla crescita culturale del Paese e per l’immagine positiva che continua a dare alla nostra comunità».
Un finale olimpico che resterà nella memoria – non soltanto per la spettacolarità della cerimonia, ma per quell’istante sospeso in cui una tromba, un’orchestra e un inno hanno raccontato l’Italia con voce nuova, intensa e universale.

Antonella Sedda

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