Nasce la presentazione esperienziale: il Club intreccia museo e narrativa

DiRedazione

23/02/2026

Mamoiada 23 febbraio 2026 – Non solo un autore ospite. Non solo un nuovo romanzo. Il 2026 del Club di Jane Austen Sardegna si apre con un cambiamento di format: la presentazione del libro diventa esperienza culturale integrata, capace di mettere in relazione patrimonio identitario e narrativa contemporanea.

Il debutto è affidato a Piergiorgio Pulixi, che martedì 24 febbraio porterà il suo nuovo romanzo Il nido del corvo (Feltrinelli) al Museo delle Maschere di Mamoiada.

Il luogo non è una cornice. È parte del racconto. Il nuovo format si articola in due momenti strettamente connessi. Alle 17.30 (arrivo richiesto dieci minuti prima) è in programma la visita guidata “Maschere e Misteri”: un percorso all’interno del museo che mette in dialogo l’immaginario arcaico delle maschere mediterranee con le atmosfere del romanzo. Identità celate, trasformazione, doppio, ombra: elementi che appartengono tanto alla tradizione rituale quanto alla scrittura noir. Alle 18.15 seguirà la presentazione del libro, con l’autore in dialogo con la direttrice artistica Giuditta Sireus.

La visita è gratuita, con un massimo di 25 partecipanti, su prenotazione all’indirizzo eventiclubjaneausten@gmail.com. La presentazione è a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti; i due momenti sono indipendenti.

Il nido del corvo introduce una nuova coppia di investigatori, Daniel Corvo e Viola Zardi, e inaugura un universo crime in espansione. Nella Penisola del Sinis una giovane donna scompare. Dopo sei mesi di indagini a vuoto, il suo cellulare si riaccende. Sul luogo del segnale viene ritrovata una mano femminile troncata e conservata con precisione. È la firma di un assassino che si definisce un artista e costruisce la morte come un’opera.

Il romanzo mette in scena un duello psicologico serrato in una Sardegna sospesa tra stagni di sale e campagne desolate, dove il territorio non è sfondo ma sostanza dell’indagine.

È su questa consonanza che si fonda la scelta del format.

«Le maschere custodiscono un mistero antico», spiega Giuditta Sireus. «Il noir di Pulixi racconta un mistero moderno. In entrambi i casi c’è un’identità che si nasconde e una verità che chiede di essere svelata. Le maschere parlano di trasformazione, di ombra, di doppio. Il romanzo lavora sugli stessi confini. Portare Il nido del corvo dentro il museo significa far incontrare queste due dimensioni e restituire al pubblico un’esperienza che non separa la pagina dal territorio, anzi ne è l’origine.»

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