Dopo alcuni giorni di silenzio, Nicola Comerci, dirigente di Sinistra Italiana e tra i principali esponenti del centrosinistra tempiese, è intervenuto pubblicamente sulla crisi apertasi con le dimissioni della segretaria cittadina del Partito Democratico. Un intervento affidato a un lungo post pubblicato sui social, nel quale Comerci chiarisce la propria posizione politica e personale dopo essere stato chiamato in causa nella lettera di dimissioni, e con l’occasione indica il percorso che da tempo ha individuato per ridare, all’elettorato di centrosinistra, propri rappresentanti al governo della città dopo tanti anni di assenza.
Comerci spiega di aver deciso di intervenire “per dovere di risposta”, dopo aver atteso alcuni giorni ed essere stato sollecitato “da più parti”.
La lettera di dimissioni e le responsabilità politiche
Nel post, Comerci ripercorre le motivazioni indicate dall’ex segretaria Pd, che ha attribuito le proprie dimissioni all’impossibilità di costruire quella che Comerci definisce una “lista di testimonianza” con se stessa candidata sindaca, dopo l’indicazione del nome da parte di Renato Cugini all’assemblea pubblica del 16 Gennaio 2026, nomina sulla quale la stessa aveva fatto alcune precisazioni al momento delle dimissioni (qui articolo). Secondo Comerci, nella lettera vengono chiamati in causa, oltre al Pd, sia partiti alleati, sia soggetti esterni e anche cittadini comuni che hanno scelto di non candidarsi con lei. Un’impostazione che l’esponente di Sinistra Italiana contesta apertamente, definendo “curioso” il coinvolgimento di iscritti ad altri partiti che avevano fin dall’inizio deciso di seguire strade diverse, tra cui lui stesso. Nel suo intervento parla di “tentativi di scaricare responsabilità” e sostiene che la vicenda rappresenti, a suo giudizio, “il fallimento di un’azione politica di corto respiro e senza basi solide”.
Comerci richiama inoltre alcune affermazioni contenute nella stessa lettera di dimissioni, sottolineando come la narrazione iniziale di un Pd compatto alla guida di una vasta alleanza sia stata smentita dagli stessi contenuti del documento. Nel suo intervento scrive che “la tanto sbandierata narrazione di un Pd compatto alla testa di una vasta alleanza è andata subito a schiantarsi, sempre secondo le parole dell’ex segretaria, sul muro di un partito dilaniato al proprio interno e di una striminzita coalizione già sottoposta a forti frizioni“.
Secondo Comerci, la sottovalutazione di questi elementi rappresenta un errore politico di fondo: “Aver sottovalutato tali elementi sia stato il primo segnale di una strutturale miopia politica che ha condotto la barca del Pd alla catastrofe del naufragio e che, purtroppo, elemento per me più preoccupante, rischia di far affondare l’intero centrosinistra ancor prima di iniziare la traversata verso le elezioni”.
Il ruolo personale e la questione delle candidature
Nel testo, Comerci respinge anche l’idea che un suo rifiuto di partecipare al progetto possa aver inciso sulla disponibilità dei cittadini a candidarsi. “Non ritengo di avere tale capacità di orientare le coscienze”, scrive, sottolineando come la scelta di candidarsi o meno spetti a ciascun cittadino “in piena libertà” e debba essere rispettata.
La posizione di Sinistra Italiana
Un passaggio centrale dell’intervento è dedicato a chiarire la linea di Sinistra Italiana, che – afferma Comerci – si è chiamata fuori sin dall’inizio da una lista definita “di mera testimonianza”. Nel post ricorda come, nella precedente tornata elettorale, il centrosinistra avesse comunque deciso di partecipare, pur consapevole del rischio di finire all’opposizione, per non scomparire dal panorama politico cittadino.
Comerci rivendica quella scelta e ricorda di aver accettato allora una candidatura in prima persona “per senso di responsabilità politica”. Oggi, però, evidenzia come il quadro sia cambiato anche a causa delle modifiche alla legge elettorale, che renderebbero una lista senza reali ambizioni di governo particolarmente rischiosa, con la possibilità di restare fuori dal Consiglio comunale.
Metodo politico e rapporti tra partiti
Nel suo intervento, Comerci esprime anche perplessità sul metodo adottato dalla segretaria dimissionaria, sostenendo che non spetti a un partito indicare la linea politica a un’altra forza. Rivendica quindi l’autonomia di Sinistra Italiana e ricorda di aver reso pubblica la propria posizione fin dall’inizio, attraverso la stampa, un’intervista televisiva prima ancora dell’assemblea del centrosinistra del 16 gennaio: “Sempre da un punto di vista strettamente metodologico e politico, aggiungo che appare singolare che l’ex segretaria, pur non essendo riuscita nemmeno a indicare la linea al suo partito, pretendesse inspiegabilmente di dettarla a noi di Sinistra Italiana, che nella piena autonomia e libertà di giudizio che la Costituzione ci garantisce, abbiamo effettuato scelte diverse. Siamo iscritti a un altro partito, perché dovremmo ricevere indicazioni dal segretario di un’altra organizzazione politica? Non mi era mai capitato di sentire una cosa simile.”
Le alleanze e il riferimento alle provinciali
Comerci evidenzia che come Sinistra Italiana “abbiamo avanzato una nostra specifica linea politica e abbiamo proposto di costruire non una lista con evidenti aspirazioni suicide, ma una coalizione di liste collegate, in modo da accrescere la forza del centrosinistra e poter così ambire a portare il nostro popolo al governo della città.” E affonda, “abbiamo esposto la nostra visione agli altri partiti del Campo Largo, gran parte di questi ha apprezzato la nostra proposta e l’ha fatta propria, la segretaria del Pd invece non ha voluto ascoltare e ha proseguito sulla strada che l’ha condotta diritta al baratro delle dimissioni. Una strada incentrata sulla chiusura, sulla divisione e sulla rigidità di contrapposizioni ideologiche da rispolverare tuttavia a seconda delle occasioni.”
Nel testo pubblicato sui social, Comerci richiama infatti recenti elezioni provinciali, sottolineando come in quell’occasione il Pd abbia scelto alleanze diverse senza che, a suo dire, si levassero obiezioni dalla segreteria cittadina. Precisa inoltre di non aver partecipato a quel voto, pur avendone diritto come consigliere comunale, trattandosi di elezioni di secondo livello.
“Un capitolo nuovo” per il centrosinistra
Nella parte finale del post, Comerci apre a una prospettiva diversa.
Così come seppe indicare la strada che portò alla vittoria di Romeo Frediani nel 2010, dopo dieci anni di governo del centrodestra (le amministrazioni Pintus dal 2000 al 2005 e Pintus bis dal 2005 al 2010), Nicola Comerci, con rinnovato entusiasmo, sembra oggi indicare la strada per ritrovare la vittoria nel 2026. Una fase che, quasi per uno scherzo del destino, arriva nuovamente dopo dieci anni di governo della stessa compagine: dall’amministrazione Andrea Biancareddu (2015–2019, conclusasi con le dimissioni) a quella di Gianni Addis (2020–2026), separatisi nel 2024 successivamente alle elezioni regionali e oggi entrambi candidati sindaco.
Infatti, archiviata la fase delle dimissioni, Comerci parla della possibilità di “un capitolo nuovo” per il centrosinistra tempiese. In attesa che il Pd riesca a riorganizzarsi ed esprimere una nuova segreteria, Sinistra Italiana – scrive – sta lavorando con altri partiti e gruppi politici per costruire una compagine che può correre per la vittoria, “una compagine che lascia aperta la possibilità di alleanze con altre liste civiche che condividono il medesimo desiderio di dare una svolta al destino della nostra città. Siamo sempre più convinti che sia necessario tentare di unire più forze possibili se vogliamo provare a vincere le elezioni.”.
Graziano Mura – redazione web Sassari
